Oman

Cosa vedere nei dintorni di Nizwa, l’antica capitale dell’Oman

Importante centro culturale, Nizwa è conosciuta principalmente per il suo souk – uno dei più affollati del paese – e per la sua imponente fortezza dalla caratteristica torre circolare. Oltre ad essere un’interessante città da visitare, decisamente più conservatrice rispetto a Mascate, Nizwa è inoltre un’ottima base per escursioni giornalieri alla scoperta di una delle più belle regioni dell’Oman (vedi mappa sotto) in cui spiccano:

Il forte di Bahla (patrimonio Unesco): recentemente ristrutturato, si erge su un altura ed è circondato da 8 km di antiche mura che si inerpicano tra montagne brulle e palmeti lussureggianti. Struttura molto scenografica e maestosa, a mio avviso più bella da vedere dall’esterno che dall’interno, in quanto le stanze sono praticamente vuote. Costo d’ingresso: OMR 0,5 ≅ € 1 per il biglietto intero. Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 16, con l’eccezione del venerdì in cui è visitabile dalle 9 alle 12

Il castello di Jibrin: situato in un’ampia pianura e ben conservato, presenta interni molto interessanti, soprattutto i soffitti in legno decorati con motivi geometrici e floreali, le finestre graticolate che garantivano un’adeguata ventilazione e le stanze (la più curiosa è quella in cui venivano conservati i datteri) adornate con arredi e suppellettili d’epoca. Costi ed orari d’apertura uguali a quelli di Bahla. Audioguida in inglese, tedesco o francese inclusa nel prezzo

Misfat al Abriyyin e/o Hamra: villaggi di montagna con abitazioni tradizionali d’argilla (molte di esse in rovina ed attualmente in ristrutturazione) che ricordano lo stile yemenita ed oasi dove si utilizza l’ingegnoso sistema di irrigazione falaj. Per non urtare la sensibilità degli abitanti locali, si devono indossare vestiti che coprono spalle e ginocchia.

Jebel Shams: letteralmente la montagna del sole, è il punto più alto dell’Oman e dalla sua cima (circa 3000 metri) si possono ammirare dei canyon spettacolari. È consigliabile raggiungere la vetta in 4×4, poichè gli ultimi 8 km della strada in provenienza da Al Hamra o Nizwa sono sterrati ma c’è anche chi ci arriva con la propria berlina a noleggio. Dalla valle di Wadi Ghul – che può essere considerata il punto di partenza verso Jebel Shams – ci sono abitanti locali muniti di 4×4 che si offrono di accompagnare i turisti al prezzo (trattabile) di OMR 40 ≅ € 90 per auto. Per gli amanti di trekking ci sono almeno due tracciati da percorrere: il Jebel Shams Summit Hike (percorso W4) che va dall’hotel Sama Heights Resort sino alla cima  (10 ore per l’andata e ritorno) e il Jebel Shams Balcony Walk (W6) che costeggia la cresta del canyon (4-5 ore per andata e ritorno)

Jebel Akdar: letteralmente la montagna verde per via delle coltivazioni a terrazza che gli conferiscono un aspetto più verdeggiante rispetto al resto dei monti Hajar. Accessibile solo in 4×4: sulla strada che porta a Jebel Akdar, a qualche km a nord di Birkat al Mouz, si trova un checkpoint oltre il quale è proibito continuare se non si è alla guida di un veicolo a quattro ruote motrici. A seconda del tempo che si trascorrerà a Jebel Akdar, si potranno semplicemente ammirare gli scenografici panorami dal punto di osservazione Diana’s oppure fare trekking e raggiungere i villaggi omaniti tradizionali di Al Aqur, Al Ayn e Ash Shuraiqa (percorso W18)

Le grotte di Al Hoota: visitabili solo con escursioni guidate (in arabo ed inglese, durata 45 minuti, percorso lungo 500 metri con saliscendi) che cominciano ogni ora, queste grotte presentano interessanti formazioni calcaree e quattro laghi habitat di rari pesci completamente ciechi. L’ingresso delle grotte si raggiunge con l’unico trenino elettrico operativo in Oman. Costo d’ingresso: OMR 7 ≅ € 14 per il biglietto intero, che dà inoltre accesso al museo situato sopra la biglietteria. Essendo il numero di visitatori giornalieri limitato per salvaguardare l’ecosistema, è consigliabile prenotare il tour in anticipo qui nei periodi di altissima stagione, come ad esempio Natale. All’interno è probito scattare foto

Il parco Falaj Daris: costruito a prossimità del Falaj Daris, uno dei cinqui sistemi di irrigazione falaj – ovvero una fitta rete di canali sviluppata oltre 2000 anni fa che, sfruttando la pendenza naturale, ha permesso di portare l’acqua dalla montagna alle zone desertiche – riconosciuti patrimonio mondiale dall’Unesco nel 2006. Pur essendo ben curato, il parco non è niente di che, ma una visita sarà utile per vedere un falaj da vicino e rendersi conto della loro importanza sia in ambito agricolo che domestico

Birkat al Mouz: villaggio omanita abbandonato di cui restano solo rovine delle tradizionali abitazioni costruite con fango e paglia. Il miglior modo per godersi la visita è di camminare tra le case diroccate arrivando sino in cima e poi sedersi guardando in silenzio i palmeti circostanti e l’acqua che scorre nei falaj, immaginando come si vivesse in Oman in un passato non così lontano

Ci vogliono almeno due giorni pieni per vedere a dovere le località descritte. Le escursioni più impegnative sia per le condizione di accesso che di tempo da trascorrerci sono Jebel Shams e Jebel Akdar, mentre gli altri luoghi citati si raggiungono facilmente e necessitano di massimo un’ora di visita ciascuno, ovviamente a seconda degli interessi.

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