Cipro

Cosa vedere a Nicosia nord: escursione di mezza giornata al di là della linea verde

In qualsiasi altra città del mondo Nicosia sud e Nicosia nord (o Lefkosa come viene chiamata in turco) sarebbero due quartieri distinti di una stessa agglomerazione. A Cipro esse appartengono addirittura a due stati diversi – la Repubblica di Cipro e la Repubblica Turca di Cipro del nord, quest’ultima auto-proclamatasi tale nel 1983 e non riconosciuta dalla comunità internazionale – e sono persino separate dalla linea verde, un’area demilitarizzata che si estende per 180 km fungendo da confine tra i due paesi.

Ognuno non riconoscendo lo status dell’altro, le interazioni reciproche sono state pressochè nulle sino al 2003 quando il governo turco-cipriota decise di ridurre le restrizioni per l’attraversamento della frontiera a piedi: da allora non solo gli abitanti locali possono circolare liberamente ma anche i turisti possono entrare a Cipro nord.

Proprio a Nicosia – la capitale di entrambi gli stati – si trovano i punti migliori dove «sconfinare»: i checkpoint pedonali di Ledra Palace e di Ledra Street. Adempite le formalità doganali che al momento della mia visita (settembre 2019) si sono limitate ad un rapido controllo dei passaporti in entrambi i lati di confine, si ha come l’impressione di essere teletrasportati in Turchia: il popolare marchio di birra cipriota Keo è sostituito da Efes, i negozi dei grandi brand internazionali di Ledra Street sono rimpiazzati da un souk, i minareti delle moschee si stagliano sul cielo terso al posto dei campanili, vessilli turchi e turco-ciproti sventolano in luogo delle bandiere greca e cipriota.

Nicosia nord si può facilmente girare a piedi in un paio d’ore senza correre il rischio di mancare quelli che sono i suoi luoghi di interesse principali, situati all’interno di un perimetro ben ristretto (vedasi mappa alla fine dell’articolo):

1) MOSCHEA DI SELIMIYE: oltre ad essere il luogo di culto islamico più importante di Nicosia nord, questa moschea ha una struttura architettonica unica in quanto i due minareti sono stati eretti a seguito dell’occupazione ottomana del 1570 su quella che era originariamente una chiesa in stile gotico fatta costruire dai crociati nel XIII secolo. Mentre gli interni sono stati completamente rimodellati secondo la tradizione islamica, si possono ancora scorgere elementi gotici come ad esempio archi acuti, trifori e contrafforti nella struttura esterna dell’edificio. È possibile visitarla all’interno (togliendosi le scarpe) quando non vi si svolgono le preghiere. A poca distanza dalla moschea, nella splendida cornice del recentemente ristrutturato Bedestan, si esibiscono dal lunedì al sabato (ore 12, 14, 15, 17, costo € 7, durata dello spettacolo mezz’ora) i dervisci: religiosi che danzano roteando accompagnati dalla musica di flauti e tamburi al fine di raggiungere l’estasi e quindi l’unione con Dio.

2) BUYUK HAN: come la moschea di Selimiye, anche il caravanserraglio di Buyuk Han risale al periodo immediatemente successivo alla conquista ottomana e consiste in un ampio cortile porticato a due piani – occupato da bar, atelier di artigianato locale e negozi di souvenir –  al cui centro si trova una masjid una cappella islamica con sotto una tradizionale fontana per le abluzioni.

3) MERCATO di BELEDIYE: il più grande mercato coperto di Nicosia, che gli abitanti locali chiamano anche Bandabulya. Costruito durante il dominio britannico, Belediye è un vero e proprio mercato mediorientale, con un’incredibile varietà di prodotti ed odori. Se sei alla ricerca di souvenir autentici, non troverai niente di meglio che i dolci tipici mediorientali come il lokum, la baklawa e la halwa. Si svolge giornalmente ad eccezione della domenica

La differenza tra Nicosia nord e sud, in quella che è l’ultima capitale divisa al mondo, è sotto gli occhi di tutti: nella parte turco-cipriota gli edifici sono più trasandati, il settore turistico meno curato e l’economia meno sviluppata. Tuttavia, attraversare la frontiera greco-turca a Nicosia è a mio avviso uno dei must di un soggiorno a Cipro, indispensabile per comprendere la situazione attuale del paese e quella di due popoli divisi dalla politica ma accomunati da uno spiccato senso dell’ospitalità  e da un’impareggiabile cordialità.

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