Repubblica Ceca

Il ghetto ebraico di Terezin: la fortezza della memoria

Lasciate ogni speranza, o voi che entrate….il parallelo tra l’inferno della Divina Commedia ed il ghetto ebraico di Terezin è inquietante: sembra infatti che Dante avesse immaginato con secoli di anticipo le atroci sofferenze sia fisiche che psicologiche a cui andarono incontro i 150 000 ebrei deportati a Terezin durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ma come ha fatto quella che era originiariamente una fortezza – costruita da Giuseppe II nel 1780 per proteggere Praga da un’invasione delle forze prussiane – a trasformarsi in una riproduzione dell’inferno dantesco? A seguito dell’occupazione nazista della Boemia avvenuta nel 1939, Terezin fu adibita a ghetto in cui transitarono dal 1941 al 1944 migliaia di ebrei provenienti da tutta Europa prima di essere smistati nei campi di sterminio polacchi e tedeschi nell’ambito della Soluzione Finale della questione ebraica. Si ritiene che meno del 10% degli ebrei passati da Terezin riuscirono a sopravvivere. Nonostante ciò i nazisti riuscirono a nascondere all’opinione pubblica le atrocità commesse nel ghetto, presentandolo addirittura come un esempio di insediamento modello autogestito dagli ebrei e girandoci documentari di propaganda volti ad ingannare le organizzazioni umanitarie che nutrivano dubbi sul vero trattamento riservato ai suoi «abitanti».

Il ghetto si divide in due parti, entrambe piuttoste estese:

  1. la grande fortezza (Velka Pevnost) che comprende
    • il Museo del Ghetto: esposizione che documenta la macchina della morte messa in funzione dai nazisti e che oltre a contenere oggetti appartenuti ai prigionieri ricorda anche le esperienze vissute dai bambini reclusi attraverso i loro disegni. Le didascalie a corredo dei documenti sono solo in ceco ed inglese
    • le caserme di Magdeburgo: ospitano la ricostruzione di un dormitorio e le innumerevoli creazioni artistiche (dipinti, opere letterarie, rappresentazioni teatrali) degli ebrei rinchiusi nel ghetto, degna testimonianza di come la vita andasse avanti nonostante le sofferenze e le privazioni
    • il Colombarium: l’archivio delle ceneri degli ebrei deceduti, che i nazisti utilizzarono come strumento di propaganda per mostrare al mondo che avevano rispetto per i defunti. Le ceneri furono gettate nel fiume Ohře nel 1944 quando la capitolazione del regime nazista era imminente
    • il Crematorio: a causa dell’aumento delle morti dovute a malnutrizione ed epidemie, le autorità naziste decisero di abbandonare le sepolture in fosse comuni e di costruire forni crematori che entrarono in funzione nel settembre 1942. Si stima che circa 30 000 ebrei furono cremati
  2. la piccola fortezza (Mala Pevnost): utilizzata come prigione sia durante il periodo dell’Impero Austro-Ungarico che durante l’occupazione nazista. Tra i suoi «ospiti» più illustri ci fu Gavrilo Princip, il nazionalista serbo che uccise il duca Francesco Ferdinando d’Asburgo causando così lo scoppio della prima guerra mondiale. Il viale che porta all’ingresso della fortezza è dominato dall’imponente Stella di David che trona sul cimitero nazionale dedicato alle vittime di Terezin.
  • Scorcio di Piazza CSA

COME ARRIVARE ALLA FORTEZZA

Terezin si trova a circa 60 km a nord-ovest di Praga ed ad oggi vi abitano appena 3000 persone. Il modo più veloce per raggiungerla è in auto: il tragitto dura un’oretta. Chi è sprovvisto di mezzo proprio dovrà invece recarsi in metro sino alla stazione di Nadraži Holešovice (linea rossa, C) e da lì prendere l’autobus Busline diretto a Litomeřice (il biglietto intero costa CZK 105 ed è possibile acquistarlo dal conducente al momento di salire, la corsa dura circa 50 minuti). Ci sono due fermate a cui scendere: una (U Pamatniku) appena passata la Piccola Fortezza, l’altra (Terezin aut.nadraži) vicina al museo del ghetto. Clicca qui per gli orari di andata e qui per quelli del ritorno.

Il biglietto intero combinato – che consente l’accesso al museo, alla piccola fortezza e alle caserme – costa CZK 220, mentro quello ridotto CZK 170. Le famiglie usufruiscono di sconti. È possibile richiedere la presenza di una guida che parla italiano. Per ulteriori informazioni su prezzi e tour, clicca qui.

Consiglio di cominciare l’escursione dalla grande fortezza con il seguente ordine: museo (dove si acquista il biglietto combinato), caserme di Magdeburgo, Colombarium, Crematorio. Se si è auto-muniti conviene parcheggiare nei dintorni di Namesti CSA – la piazza centrale di Terezin – per evitare di farsi a piedi il chilometro che separa il museo dal parcheggio a pagamento riservato ai visitatori. Per il pranzo ci solo pochissime opzioni: un fast-food nel sottinterrato del museo, qualche negozio di generi alimentari intorno a Namesti CSA ed un solo ristorante, l’Atypic, in via Machova 91.

Di rientro a Namesti CSA, riprendi l’auto o cammina sino all’ingresso della piccola fortezza che dista poche centinaia di metri dal parcheggio.

Dedica a Terezin una giornata intera con incluso il viaggio. Questa non è un’escursione da fare a cuor leggero: visitare il ghetto è infatti un’esperienza intensa, toccante e sconvolgente, che riporta a galla tutte le nefandezze compiute dal regime nazista. Si respirano malinconia e tristezza ad ogni angolo della fortezza, sensazioni amplificate dal fatto che Terezin sia oggi una città praticamente fantasma. Ciò nonostante, il ghetto di Terezin è un luogo unico ed istruttivo, da assolutamente non perdere affinchè la memoria di un tale sterminio non resti un ricordo sbiadito.

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