Cina

Le 5 maggiori soprese durante il mio soggiorno a Pechino

Oltre ai soliti luoghi comuni (spesso negativi) che si sentono su Pechino, conoscevo ben poco su di essa e non nutrivo grosse aspettative prima della partenza. Invece, devo dire che la capitale cinese è stata una piacevolissima scoperta: ho infatti trovato una città dalle molteplici sfaccettature, pulitissima, organizzatissima e con un patrimonio storico-culturale di alto livello. E che dire degli abitanti locali? Poco o nulla a causa di evidenti barriere linguistiche e culturali, ma la cosa più inattesa è stata che nessuno ha cercato di vendermi qualcosa o mostrato il minimo interesse nei miei confronti! Proprio perchè il soggiorno a Pechino è stato una sorpresa continua, ho voluto riassumere luoghi, comportamenti e curiosità che mi hanno colpito di più:

1) HUTONG: labirinti di viuzze su cui si affacciano le tipiche abitazioni basse a corte (siheyuan) originariamente costruite intorno ad un pozzo (hutong deriva infatti dalla parola mongola hottog che significa appunto pozzo), gli hutong sono riusciti a scampare all’«estinzione» grazie all’intervento del governo che ha messo in atto un piano di sviluppo urbano volto alla loro protezione. Il modo migliore per scoprirli è perdersi al loro interno, lasciandosi contagiare da un ritmo di vita molto «più umano» rispetto a quello frenetico del resto della megalopoli. Tra gli hutong più famosi ci sono Gulou, Nanlouguxiang, Wudaoying, Dongxijiaominxiang, Sanmiaojie etc..

2) MUSEO NAZIONALE: santuario supremo della cultura cinese, custodisce importanti testimonianze artistiche di oltre 5000 anni di storia. Il padiglione che mi è piaciuto di più è dedicato all’esposizione permanente «The Road to Rejuvenation» che ripercorre la storia del paese dal 1840 sino ai giorni nostri mettendone in risalto il glorioso percorso politico ed economico che l’ha reso una delle maggiori potenze mondiali. La stazione della metro più vicina è Tienanmen East (linea 1): l’entrata del museo (ingresso gratuito) si affaccia su Chang’an Avenue mentre l’uscita su Tienanmen. Ulteriori informazioni (orari di apertura, regole, esposizioni, servizi etc..) qui.

3) STREET-FOOD: i cinesi sono dei veri e propri appassionati di cibo di strada ed hanno l’abitudine di mangiare a qualsiasi ora, spesso in piedi o camminando. Spiedini di pollo, maiale o frutta candita, trippa bollita, dumpling bolliti ripieni, seppie fritte, e noodles sono gli street food maggiormente diffusi. Tra le «specialità di quartiere» segnalo gli spiedini di insetti e di scorpioni di Wangfujing, i gamberetti piccanti e speziati di Guijie (la strada «dei fantasmi»), gli spiedini di montone e pecora di Niujie, il sobborgo musulmano. È pressochè impossibile non farsi incuriosire dallo street-food locale, ma attenzione ai rischi di intossicazione alimentari, sempre in agguato quando si mangia per strada in paesi dove le norme igieniche sono ben diverse da quelle a cui siamo abituati.

4) LA VARIETÀ ETNICA: basta farsi un giro in metropolitana o per le affollate strade di Pechino per rendersi conto di quanto il luogo comune occidentale secondo cui tutti i cinesi sarebbero uguali non abbia assolutamente senso. Oltre agli Han, il gruppo etnico predominante a cui appartiene circa il 90% della popolazione, in Cina ci sono infatti ben 55 minoranze etniche distribuite eterogeneamente sul territorio ed ufficialmente riconosciute dal governo. Le due minoranze storicamente residenti a Pechino sono gli Hui – comunità musulmana sviluppatasi attorno alla moschea di Ox Street – ed i Manciù, originaria della Manciuria, una regione nel nord-est della Cina.

5) TEMPO TRASCORSO CON IL TELEFONINO: ammettiamolo, siamo oramai tutti cellulare-dipendenti ma fortunatamente non ai livelli di ciò che ho visto a Pechino. Le miei impressioni sono state confermate facendo delle ricerche online in cui ho scoperto che, secondo i dati raccolti da Statista nel 2017, i cinesi sono secondi nel mondo per il tempo trascorso sullo smartphone (circa 3 ore al giorno). Il problema del phubbing (un neologismo inglese formato da phone + snubbing che indica l’atteggiamento di chi trascura le persone accanto a sé in favore del proprio telefono) è talmento serio che le autorità governative hanno lanciato campagne pubblicitarie per invitare la popolazione a diminuire l’uso dello smartphone.

E tu, da cosa sei stato colpito durante il soggiorno a Pechino?

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