Cina

Cosa vedere a Tianjin, città dall’anima europea

Sconosciuta ai cataloghi dei tour operator occidentali nonostante la sua prossimità (130 km) con Pechino, Tianjin è una città che merita invece una visita per il suo variegato patrimonio architettonico che mescola elementi di stampo europeo con le forme tipiche delle moderne megalopoli cinesi, una rarità nel paese del dragone. Le origini di questo mix risalgono alla fine del XIX secolo quando Tianjin fu suddivisa in otto concessioni, sei delle quali gestite da potenze del Vecchio Continente (Francia, Regno Unito, Italia, Impero Austro-Ungarico e Germania) e le restanti dal Giappone e gli Stati Uniti. Nel lasso di tempo intercorso sino all’abbandono delle concessioni (avvenuto nella seconda metà del XX secolo), ognuno di questi paesi ebbe modo di erigere edifici conformi ai propri standard architetturali che sono poi sopravvissuti al massiccio sviluppo urbano di Tianjin – la quarta città cinese per numero di abitanti – conferendogli quel carattere poliedrico che tuttora la contraddistingue.

Una visita a Tianjin non può quindi prescindere da un’attenta osservazione del retaggio coloniale, particolarmente visibile:

  • nell’antica concessione italiana, trasformata in una Little Italy con casette in mattoni rossi che ospitano ristoranti e locali notturni
  • in corrispondenza di Dagu North Road, lungo il fiume Hai, in cui alcuni edifici hanno una notevole somiglianza con quelli che abitualmente si vedono lungo le sponde della Moldava a Praga oppure del Danubio a Vienna
  • nella zona delle Cinque Strade (Chongqing, Changde, Dali, Munan, Machang) un ampio perimetro alberato dove un tempo risiedevano dignitari locali e stranieri. Al suo interno si trovano lussuose ville convertite in hotel, un arco di Trionfo che conduce ad un curioso stadio all’aperto circondato da negozi e ristoranti, casette che sembrano essere uscite da una favola di Grimm ed altre che invece ricordano le zone residenziali inglesi
  • nella cattedrale di San Giovanni, costruita dai francesi in stile gotico
  • nella cattedrale di Notre Dames des Victoires, con aspetto esterno affine alla celebre Notre Dame di Parigi
  • nella China Porcelain House, una villa che l’artista Zhang Lianzhi ha interamente ricoperto con oltre due milioni di pezzi di porcellana, dandole un aspetto appariscente in stile Gaudí. L’ingresso costa ¥50, a mio avviso un po’ caruccio per quello che effettivamente si può vedere all’interno

  • Il distretto di Heping visto dal mio hotel

Non perderti però luoghi di interesse più «comuni» ad una tipica città cinese, come il tempio buddista Dabei, la strada Gu Wenhua Jie con le sue bancarelle di street food, negozi di antiquariato e prodotti d’artigianato locale, la strada pedonale Binjing Dao oppure il centro commerciale dedicato al cibo Nanshi Street Food.

Arrivare a Tianjin da Pechino è facile: basta prendere il treno ad alta velocità (costo del biglietto ¥54,5) dalla stazione di Beijing Nan/South. La città è molto estesa, ma i principali luoghi di interesse sono concentrati lungo le linee 2 e 9 della metropolitana. È possibile visitare Tianjin con un’escursione giornaliera da Pechino ma consiglio comunque di trascorrerci una notte: non lasciarti trarre in inganno dal fatto che le due megalopoli distano solo 40 minuti di treno, poichè prendere il treno non è affatto come in Europa e le distanze da percorrere nel circuito turistico di Tianjin sono comunque considerevoli.

Leave a Comment