Qatar

Cosa vedere a Doha, una città in pieno fermento

Tuttora considerata una destinazione in cui trascorrere qualche ora o al massimo qualche giorno, magari durante uno scalo di lunga durata, Doha si sta attrezzando per diventare una meta turistica a tutti gli effetti.  La mutazione sarà completa nel 2022 quando tutti i riflettori dei media internzionali saranno puntati sul Qatar (ed in particolar modo Doha) in qualità di paese ospitante della Coppa del Mondo di calcio. Nel frattempo a Doha e dintorni si sta lavorando giorno e notte per migliorare le infrastrutture della città e al contempo renderla più appetibile al turismo internazionale. Tra i progetti più importanti ci sono:

  • la metropolitana, con 3 linee (rossa, verde, oro) che apriranno tra il 2019 ed il 2022 facilitando così gli spostamenti all’interno della capitale ed i collegamenti con i sobborghi limitrofi. La stazione più grande, nonchè punto d’incontro delle tre linee, sarà situato all’interno del complesso Msheireb Downtown Doha (MDD), un quartiere a poca distanza dal Souk Waqif progettato secondo i più rigidi criteri di ecosostenibilità che si pone come obiettivo l’incremento della raccolta differenziata, la riduzione del consumo di acqua potabile e l’eliminazione completa del traffico al suo interno grazie ad un tram che lo attraverserà collegandolo all’omonima stazione della metropolitana
  • Lusail City, mega cantiere a 15 km da Doha con l’ambizioso progetto di creare la prima città a impatto zero del pianeta

Visitare Doha – tra l’altro per vedere da vicino i preparativi per la Coppa del Mondo – era nelle mie intenzioni già da qualche anno, ma ho dovuto rimandare questo appuntamento sino al dicembre 2018 quando sono finalmente riuscito a trascorrerci un weekend. 

Due/tre giorni sono abbastanza per scoprire i 5 principali luoghi di interesse della città; tre di questi (Corniche, Museo d’Arte Islamica, Suq Waqif) facilmente accessibili a piedi, mentre i restanti due (Centro Katara, The Pearl-Qatar) da raggiungere in taxi poichè situati ad una decina di chilometri dal centro. Ecco una breve introduzione ad ognuno di essi:

1) CORNICHE: spazio pedonale di 7 km che costeggia la baia di Doha dal Museo di Arte Islamica sino all’hotel Sheraton offrendo belle viste panoramiche sullo skyline della city. Quasi vuota durante i giorni lavorativi (domenica-giovedì), la Corniche si anima il fine settimana (venerdì-sabato) con gli abitanti locali che vi si riversano per fare picnic, pescare, passeggiare e correre.

2) MUSEO DI ARTE ISLAMICA: progettato dal celebre architetto cinese Pei (autore tra l’altro della piramide del Louvre), il museo ripercorre quattordici secoli di storia ed espone una delle collezioni di arte islamica più importanti al mondo. L’ingresso è gratuito. Ritagliati almeno due ore per visitarlo a dovere

3) SUQ WAKIF: il vivace mercato tradizionale di Doha è un labirinto di viuzze in cui è possibile acquistare prodotti tipici del mondo arabo (spezie, profumi, frutta secca), animali da compagnia, souvenir, tessuti e prodotti di artigianato. Il suq comprende inoltre un’area riservata alla falconeria, uno spazio recintato per i cammelli e numerosi ristoranti

4) CENTRO KATARA: complesso dedicato alla cultura con un ricco programma di concerti, esposizioni e proiezioni di film coadiuvato da ristoranti di buon livello e gallerie d’arte. La struttura ricorda un villaggio tradizionale arabo. Da visitare di preferenza la sera o nel weekend.

5) THE PEARL-QATAR: sfarzosa zona residenziale in stile mediterraneo costruita su un’isola artificiale in cui boutique di alta moda, concessionari di auto di lusso, sfavillanti yacht ed esclusivi ristoranti la fanno da padrone. Vi si trova persino una riproduzione dei canali di Venezia. Quasi deserta di giorno, si anima la sera e nel weekend.

L’immagine che ho avuto di Doha è di una città molto organizzata e protesa versa il futuro, che però non si è dimenticata del proprio passato. È un posto pieno di contrasti tra modernità e tradizione, un cantiere a cielo aperto che sta rubando spazi al deserto e al mare per poter continuare ad appagare la propria sete di sviluppo, un melting pot in cui convivono persone dalle origini più disparate, insomma una città in piena evoluzione che nei prossimi anni non avrà nulla da invidiare a Dubai, la metropoli di riferimento nella regione.

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