Sri Lanka

Come spostarsi in Sri Lanka: auto a noleggio, treno, autobus e tuk-tuk

Grande quasi tre volte la Sicilia, lo Sri Lanka è un’isola che sulla carta del mondo sembra molto più piccola di quanto effettivamente sia: per questa ragione, scegliere la modalità di trasporto più appropriata diventa essenziale per massimizzare il tempo a disposizione e spostarsi efficientemente da una regione all’altra. Grazie all’esperienza maturata durante il mio soggiorno di 10 giorni, ho preparato un piccolo resoconto sui pregi e difetti dei mezzi di trasporto più diffusi sull’isola.

1) AUTO A NOLEGGIO CON AUTISTA: soluzione privilegiata dalla maggior parte dei turisti per la sua versatilità ed il suo costo abbordabile (circa USD 45 al giorno con incluse tutte le spese relative all’autista). Il concetto di noleggio senza autista è pressochè sconosciuto e lo sconsiglio qualora fosse possibile benchè le strade siano in buone condizioni ed il traffico scorrevole ad eccezione delle principali città (Colombo, Kandy) in cui è invece molto congestionato. Oltre ad avere una perfetta padronanza dello stile di guida locale, l’autista ti farà inoltre da cicerone sullo Sri Lanka, dando suggerimenti su come organizzare l’itinerario e consigliando alloggi di sua conoscenza nel caso in cui si viaggi senza alcuna prenotazione come abbiamo fatto noi. Da notare che il pericolo principale sulle strade cingalesi è l’attraversamento di elefanti, soprattutto di sera e lungo l’omonimo corridoio situato all’interno della provincia centrale.

2) TRENO: la rete ferroviaria dello Sri Lanka è molto estesa, efficiente ed economica. I treni sono piuttosto datati ma funzionali ed abbastanza puliti. Prendere il treno è tra le esperienze che consiglio vivamente di fare, soprattutto nelle tratta Ella-Nanu Oya-Kandy in cui si attraversano terrazze di tè e paesaggi montagnosi molto suggestivi. I principali inconvenienti rispetto al noleggio auto sono:

  • tempi di tragitto elevati: ci abbiamo messo ben 4h30 ore per coprire i 75 km che separano Nanu Oya da Kandy a causa delle velocità ridotta del treno e delle tantissime fermate
  • possibili ritardi: noi ce la siamo fortunatamente cavata con soli 15 minuti
  • sovraffollamento nei vagoni in corrispondenza delle maggiori agglomerazioni, con il rischio concreto di dover trascorrere parte del tragitto in piedi se si sale a viaggio inoltrato. Esiste comunque la possibilità di prenotare il proprio sedile o di scegliere la prima classe del treno – solitamente meno affollata della seconda e terza classe – a dei prezzi che per noi restano irrisori
  • l’obbligo di prendere un altro mezzo (di solito un tuk-tuk) per spostarsi dalla stazione di arrivo alla destinazione finale

I vantaggi sono invece:

  • vedere da vicino e quasi toccare con mano magnifici paesaggi e remoti villaggi
  • contatto con gli abitanti locali: treno e autobus sono infatti i mezzi maggiormente utilizzati dai cingalesi
  • costi molto contenuti: il biglietto per la tratta Nanu Oya-Kandy ci è costato LKR 160 a testa (l’equivalente di 80 centesimi di euro) per un biglietto di seconda classe
  • vivere un’autentica esperienza di street food acquistando il cibo (di solito frittelle salate, rollè di cocco rapè speziato al cardamone, noccioline, frutta) venduto dai numerosi vendutori ambulanti che circolano sul treno

3) AUTOBUS: come il treno, la rete di autobus interurbani è molto capillare ed economica. Se paragonato al noleggio auto, l’autobus offre gli stessi pregi (ad eccezione della componente paesaggistica) e difetti del treno. Tuttavia rispetto a quest’ultimo, gli spostamenti in autobus presentano i seguenti inconvenienti:

  • il rischio di incidenti: a mio avviso gli autisti guidano a delle velocità non proprio consone alle tortuose strade del paese
  • l’assenza di servizi igienici a bordo e le rare soste per rifocillarsi o sgranchirsi le gambe: basti pensare che nel tragitto da Trincomalee a Colombo (7h30 ore per 260 km, costo LKR 550 a persona = EUR 2,80) ci siamo fermati solo una volta e dopo cinque ore dalla partenza…
  • mancanza di spazio per i bagagli a bordo: per questa ragione capita spesso che i numerosi viaggiatori in piedi affidino i loro zainetti alle persone sedute che se li devono tenere in grembo finchè non si liberano posti
  • impossibilità di riposarsi: dall’inizio alla fine delle 7h30 ore di viaggio ci siamo infatti dovuti sorbire la musica sparata a tutto volume dalle potenti casse dell’autobus

4) TUK-TUK: l’equivalente della nostra Ape Piaggio ma prodotto dal costruttore indiano Bajaj, questo pittoresco e variopinto taxi a tre route è il mezzo più utilizzato sia dagli abitanti locali che dai turisti per gli spostamenti cittadini di corto raggio. Ad eccezione di Colombo, i tuk-tuk sono sprovvisti di tassametro ed il prezzo deve essere contrattato prima di salire. Ci vogliono sulle LKR 300 per un tragitto di solo andata sui 5 km.

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