Azerbaigian

Cosa vedere nella penisola di Absheron, la terra del fuoco a 30 km da Baku

Una delle prime immagini che si hanno in fase di atterraggio all’aeroporto di Baku è l’ampia distesa desertica della penisola di Absheron i cui colori sono in forte contrasto il blu cobalto delle acque del Mar Caspio. Basta un rapido sguardo alle torri di trivellazioni che la disseminano per capire le ragioni per cui l’Azerbaigian abbia scelto di definirsi la «terra del fuoco»: qui le fiamme sgorgano infatti dal terreno e i giacimenti di petrolio e gas natuale sono talmente estesi che hanno fatto la fortuna dell’intero paese su scala mondiale. Quella che una volta era una regione dedita all’agricoltura e alla pastorizia si è così trasformata nella culla dell’industria petrolifera, sviluppatasi nell’Absheron a partire dal 1850.

A livello turistico, nonostante il paesaggio sia pianeggiante, aspro e monotono, la regione merita una visita non solo per la sua vicinanza con Baku (circa 30 km) ma anche per alcuni luoghi di interesse come:

  • Yanar Dag: collina sul cui fianco arde incessantemente un fuoco – causato da fuoriscite costanti di gas naturale dalla roccia – che nemmeno condizioni meteo avverse come neve o pioggia sono riuscite ad estinguere. Le fiamme possono arrivare sino a tre metri di altezza e sono più spettacolari se viste con il buio. L’origine del fuoco si perde nella notte dei tempi poichè persino Marco Polo lo avrebbe osservato nel XIII secolo durante il suo viaggio verso la Cina
  • Tempio del fuoco di Ateshgah: eretto a Suraxani sul luogo da cui fuoriusciva un fuoco naturale, estintosi nel 1969 ed oggi alimentato dal gasdotto di Baku. Per secoli meta di pellegrinaggio dei seguaci della religione zoroastriana – per cui il fuoco rappresenta l’energia della creazione – il tempio ha cessato di essere un luogo di culto nel 1883
  • Fortezze di Mardakan e Ramana: le roccaforti che si sono meglio conservate tra le quaranta che secondo alcuni storici contribuivano alla difesa della penisola di Absheron. Accanto alla fortezza di Mardakan  si trova una piccola moschea risalente al XIV secolo e tuttora utilizzata dagli abitanti locali, che è possibile visitare
  • Museo etnografico di Qala: custodisce petroglifici, ricostruzioni di edifici tradizionali della regione ed altri reperti archeologici. A poco distanza si erge l’omonima torre da cui si hanno viste panoramiche sulla campagna circostante
  • Spiagge sul Mar Caspio come Shikhov, Mardakan, Bilgah, Amburan, Novxani

Visitare la regione con i mezzi pubblici è fattibile ma dispendioso a livello di tempo ed in più si corre il rischio di incorrere in problemi linguistici se non si parla russo, quindi conviene a mio avviso affittare un taxi per mezza giornata oppure utilizzare i servizi di un agenzia turistica locale (come ho fatto io) che mette a disposizione tassista e guida che parla inglese. La mia escursione privata è durata mezza giornata per un costo totale di USD 70 ≅ € 65 (pagabili anche nella valuta locale) ed ha incluso Qala, Mardakan, Yanar Dag e relativi ingressi: un prezzo ragionevole se si considera che ci vogliono circa USD 25 ≅ € 23 per una corsa di sola andata dal centro cittadino all’aeroporto.

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