Indonesia

I 4 luoghi che mi sono piaciuti di più del mio itinerario tra Bali, Gili e Lombok

Come in ogni viaggio, il rientro rappresenta il momento del bilancio: cosa mi è piaciuto, cosa avrei voluto vedere con più calma, cosa avrei dovuto evitare. Il periplo tra le isole di Bali, Gili e Lombok non è sfuggito alla regola, ecco quindi una lista dei luoghi che mi sono rimasti nel cuore:

1) SIDEMAN (Bali): questo villaggio di agricoltori immerso nel verde e dominato dalla silhouette del vulcano Gunung Agung è stato il momento saliente del nostro intero viaggio. È qui che abbiamo visto la faccia più autentica di Bali, passeggiando tra i campi di peperoncino e le terrazze di riso in compagnia degli abitanti locali, svegliandoci la mattina al canto del gallo e andando a letto accompagnati dalle serenate amorose dei gechi. Di turisti se ne sono visti pochi e quelli che c’erano avevano passato la quarantina: Sideman è infatti lontano anni luce dal trambusto delle località più turistiche e pubblicizzate di Bali come Kuta, Semyniak, Ubud, non c’è il mare e per questo non rientra tra le mete preferite dai turisti più giovani. A livello logistico Sideman può essere utilizzata come base per escursioni giornaliere in scooter a Semarapura, al tempio di Pura Besakih, sulla costa vulcanica orientale e volendo persino ad Ubud.

2) CASCATE Air Terjun Sindang Gila e Air Terjun Tiu Kelep (Lombok): entrambe situate nella foresta circostante Senaru, queste cascate sono accessibili tramite il pagamento di una tassa di ingresso di IDR 10 000 = € 0,5. Il percorso per raggiungere Singang Gila è agevole e ben segnalato, mentre quello per Tiu Kelep è un po’ più arduo perchè richiede di guadare un corso d’acqua e di camminare su pietre rese scivolose dall’acqua. Tra le due cascate ci sono comunque dei bambini che aiutano i turisti nei tratti più pericolosi in cambio di una piccola mancia. Lo sforzo richiesto per arrivare a Tiu Kelep, più spettacolare rispetto a Sindang Gila, sarà ripagato dalla possibilità di fare il bagno in una piscina naturale e di sentire sulla propria pelle l’impressionante portata dell’acqua. Ci vogliono almeno tre ore per visitare con calma entrambe le cascate, ammirare il paesaggio e farsi un bel bagno rinfrescante.

3) VALLE DI SEMBALUN (Lombok): il modo migliore per ammirarla in tutto il suo splendore è di recarsi sulla Selong Hill a Sembalung Lawang (il villaggio più importante della valle insiema a Sembalun Bumbung), a cui si accede tramite il pagamento di una tassa di ingresso di IDR 10 000, che permette inoltre di visitare alcune case tradizionali. Vista dall’alto della collina, la valle assomiglia ad un mosaico, in cui i differenti frammenti sono rappresentati da campi multicolore circondati da montagne di origine vulcanica. Sembalun è infatti il principale centro agricolo di Lombok dove si coltivano riso, fragole, mele etc…A poca distanza da qui si trova la moschea di legno Masjid Kuno Bayan Beleq – la più antica dell’isola (si pensa infatti che risalga al 1634) – la cui specificità è di contenere al suo interno un gigantesco tamburo che veniva usato per la chiamata alla preghiera dei fedeli prima dell’avvento degli altoparlanti. Questa moschea rappresenta il centro spirituale del sistema di credenze Wektu Telu, originario di questa regione, che combina antiche pratiche animiste con la religione musulmana.

4) PENISOLA DI BUKIT (Bali): è qui che abbiamo visto le spiagge più belle dell’isola, in particolare Pandawa e Padang Padang. Metterei Balangan Beach un gradino sotto, seppur la spiaggia sia tra le destinazioni preferite dai surfisti più esperti e la cornice paesaggistica circostante ideale per contemplare tramonti infuocati sull’oceano. Oltre al litorale, l’attrazione principale di questa penisola è Ulu Watu – uno dei templi dedicati agli spiriti del mare lungo le coste di Bali – situato su una scogliera a strapiombo sull’oceano.

Attenzione, non è tutto oro quello che luccica però….clicca qui per l’articolo sulle maggiori delusioni del mio itinerario tra Bali, Gili e Lombok.

 

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