Russia

Cosa vedere a Mosca in quattro giorni: il mio itinerario

Galeotto fu un seminario della mia impresa a Madrid nel febbraio 2018 in cui conobbi e simpatizzai con uno dei colleghi della filiale di Mosca che, essendo venuto a conoscenza della mia passione per i viaggi, mi disse di andarlo a trovare quando volevo. Non me lo feci ripetere due volte e cinque mesi dopo, ad inizio luglio 2018, eccomi sbarcare nella capitale russa alla scoperta di un nuovo paese nel momento in cui si svolgeva tra l’altro la manifestazione calcistica per eccellenza, il Mondiale, cosa avrei potuto voler di più???

Il soggiorno a Mosca è stato breve (quattro giorni) ma intenso, ecco il riepilogo dell’itinerario:

GIORNO 1 (giovedì): dopo l’arrivo in tarda mattinata all’aeroporto di Sheremetyevo, il mio collega mi ha portato nella sua casa di Krasnogorsk, un sobborgo a circa 25 chilometri a nord-ovest di Mosca, dove ho alloggiato durante la mia permanenza in città. Ad accogliermi, un bel piatto fumante di borsch, la zuppa a base di barbabietole che costituisce una delle principali pietanze della tradizione culinaria russa. La visita di Mosca è iniziata con calma a pomeriggio inoltrato, quando ci siamo diretti in auto all’Università Statale – uno dei sette grattacieli della capitale costruiti in stile gotico staliniano comunemente definiti le Sette Sorelle che ha la particolarità di essere l’edificio educativo più alto al mondo.

Qui abbiamo preso due biciclette a noleggio con il sistema Velobike e abbiamo proseguito in direzione del parco Vorobyovy Gory, da cui si hanno belle viste panoramiche sulla City – il modernissimo quartiere finanziario di Mosca – e sullo stadio Luzhniki. Da qui ci siamo poi diretti al Parco Gorky, il polmone verde  della capitale in cui è possibile praticare vari tipi di sport, tra cui il pattinaggio sul ghiaccio (in inverno) e il ballo all’aperto (in estate). Un inizio niente male, che ha già fatto cadere alcuni dei pregiudizi che avevo su Mosca, che mi ha invece sorpreso con i suoi spazi verdi – grandi e ben curati – ed un’organizzazione degna delle capitali occidentali.

  • Scorcio di Krasnogorsk (dove ho pernottato durante il mio soggiorno moscovita) e della sua caratteristica pista di sci al coperto

GIORNO 2 (venerdì): in questa giornata mi sono addentrato per la prima volta nel centro cittadino cominciando la mia escursione dal parco Patriarch Ponds – situato nel quartiere residenziale di Presnya e famoso per essere stato il set di numerose scene del romanzo di Bulgakov «Il maestro e Margherita» – che ho raggiunto a piedi dalla fermata della metropolitana Mayakovskaya. Ho poi camminato lungo Tverskaya Ulitsa, il cuore commerciale di Mosca da cui prende anche il nome l’omonimo quartiere, sede di numerosi teatri tra cui il più celebre è il Bolshoj, uno dei templi del balletto classico mondiale. Tutto attorno ci sono strade pedonali rinnovate negli ultimi anni, come Kamergensky Pereulok, Stoleshnikov Pereulok e Kuznetsky Most, in cui si trovano numerosi ristoranti, negozi e locali.

Se vuoi fare un salto indietro nel tempo, non perderti il museo degli arcade sovietici (Kuznetsky Most 12) in cui potrai provare alcuni dei videogiochi commercializzati in Unione Sovietica durante il periodo comunista. A circa 500 metri dal Bolshoj si trova l’enorme centro commerciale per bambini Detsky Mir, un vero e proprio paradiso per i più piccoli.

A simboleggiare i contrasti esistenti a Mosca, si erge a poca distanza da qui il palazzo Lubjanka, l’edificio più temuto di tutta la capitale poichè sede dei servizi segreti sovietici (KGB) prima e russi poi. Dopo un rapido attraversamento della Piazza Rossa (di cui parlo in dettaglio qui) mi sono diretto verso Arbat, una delle vie più antiche della città, cuore dell’omonimo quartiere ed importante attrazione turistica grazie ai numerosi artisti che vi hanno vissuto o lavorato.

Da qui si può scorgere l’imponente silhouette del Ministero degli Affari Esteri russo, un’altra delle Sette Sorelle. Le tappe successive di questa lunga giornata in perpetuo movimento sono state il piccolo monastero Khram V Chest’ Nerukotvornogo e la bella Cattedrale di Cristo Salvatore, quest’ultima distrutta sotto Stalin e ricostruita negli anni ’90. Attraversando il ponte Patriarshiy Most, da cui si hanno belle viste sul Cremlino sono poi giunto alla mia ultima tappa, il Red October, una fabbrica di cioccolata situata sull’isola Bolotnyy recentemente riconvertita in uno spazio pieno di ristoranti, locali notturni, negozi e gallerie d’arte molto popolare sia tra gli abitanti locali che i turisti.

Questa intensa giornata mi ha permesso di familiarizzarmi con il centro di Mosca, esteso sì ma sorprendentemente ben percorribile a piedi. Se vuoi risparmiare tempo, prendi l’efficientissima metropolitana che, oltre ad essere economica, ha la particolarità di avere stazioni che assomigliano a delle vere e proprie opere d’arte, essendo decorate con lampadari in cristallo, sculture e mosaici.

  • Il monumento dedicato a Marx sulla piazza Teatralnaya a poca distanza dalla Piazza Rossa

GIORNO 3 (sabato): dopo i tanti chilometri macinati ieri, mi sono concesso una giornata più rilassante. Al mattino ho infatti visitato la mostra dedicata all’artista di guerra Vasily Vereshchagin nella Nuova Galleria Tretyakov, un museo di arte moderna sito all’interno del parco Gorky. Mosca ha veramente tanto da offrire a livello di cultura e musei, ma ho deciso di privilegiare questa mostra perchè ero attratto dal realismo etnografico delle opere di Vereshchagin, inerenti ai suoi numerosi viaggi in paesi che ho visitato, come KazakistanKirgizistanIsraele ed altri che sono invece sulla mia lista, come l’India e il Tibet. Il pomeriggio l’ho poi trascorso visitando la Piazza Rossa e le attrazioni nei dintorni: clicca qui per leggere l’approfondimento riservatogli. 

GIORNO 4 (domenica): avendo una mezza giornata abbondante a disposizione prima del volo di ritorno, non ho dubbi su come utilizzarla e parto alla scoperta del luogo simbolo di tutta la Russia, il Cremlino: clicca qui per l’articolo ad esso dedicato.

Si chiude qui il mio soggiorno in una città molto più europea di quello che mi aspettassi: efficiente, pulita, moderna ed in continua espansione. Sarà stata l’atmosfera festiva del Mondiale, ma anche i russi mi sono sembrati più sorridenti e cordiali di come me li immaginassi. Insomma, Mosca è stata una delle più piacevoli soprese del mio 2018 di viaggi!

Per ulteriori informazioni su come organizzare il tuo soggiorno fai da te a Mosca, clicca qui.

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