Kirghizistan

Entrare in Kazakistan dal Kirghizistan attraverso il confine di Kordai

Grazie alla sua posizione geografica nel cuore dell’Asia centrale, il Kirghizistan può essere usato come base per esplorare i paesi limitrofi. Fai tuttavia attenzione ai regolamenti vigenti per l’ingresso in ognuno di questi paesi prima di programmare qualsiasi attraversamento di frontiera, altrimenti potresti andare incontro a spiacevoli sorprese:

  • Kazakistan: il visto non è richiesto ai cittadini italiani per soggiorni inferiori ai 30 giorni ma bisogna comunque compilare un permesso di soggiorno cartaceo all’ingresso nel paese (qualsiasi sia la modalità di entrata), su cui le autorità doganali dovranno apporre un timbro e che tu dovrai conservare sino all’uscita dai confini nazionali,
  • Uzbekistan: dal 15 luglio 2018, il governo uzbeko ha deciso di facilitare le procedure di ingresso (leggi qui) per cittadini di 51 paesi, tra cui l’Italia, che potranno adesso richiedere un e-visa qui (sito ufficiale del governo) oppure qui (sito disponibile anche in italiano).
  • Tajikistan: e-visa indispensabile (si ottiene qui) seppur le procedure di ingresso si siano recentemente alleggerite,
  • Cina: visto obbligatorio, da richiedere direttamente ai consolati cinesi oppure tramite agenzie specializzate che si occupano della procedura al posto tuo.

Il mio itinerario di una settimana si è snodato tra il nord del Kirghizistan ed il sud della Kazakistan per essenzialmente tre ragioni:

  • Logistiche: le distanze in Asia Centrale sono molto importanti, per cui ho preferito concentrarmi su aree geograficamente vicine senza voler strafare a livello di distanze/tempi di percorrenza. Nonostante ciò, abbiamo percorso circa 1900 km in 6 giorni effettivi di road trip,
  • Burocratiche: né il Kirghizistan né il Kazakhstan richiedono il visto per soggiorni di turismo, rispettivamente per 60 e 30 giorni,
  • Di luoghi di interesse: il nord del Kirghizistan dispone di uno dei fiore all’occhiello del paese, il lago Issyk Kol, mentre la zona di Almaty, nel sud del Kazakhstan, presenta due delle maggiori attrazioni del paese, i petroglifi di Tamgaly e lo Charyn canyon

Kirghizistan e Kazakhstan condividono i punti di confine qui sotto, rispettivamente da est a ovest:

  • Aisha Bibi: agevole punto di passaggio tra le città di Talas (KG) e Taraz (KZ)
  • Chaldybar: la via più rapida per raggiungere Taraz da Bishkek
  • Korday: la frontiera più affollata, perchè via di transito principale tra Bishkek e Almaty, usata anche da tutti coloro che si recano gigantesco mercato di Dordoi nella periferia di Bishkek
  • Karasu: usato soprattutto dai camion
  • Kenbulun e Sartobe: aperti solo per i cittadini kirghisi e kazaki
  • Alatau: sentiero di montagna tra l’Issyk Kol ed Almaty, attualmente proibito
  • Karkara: frontiera di montagna – aperta da circa metà maggio a metà ottobre (dipende da quanta neve c’è) – che collega Karakol con il canyon di Charyn

Accompagnati dal nostro autista che ci doveva portare da Bishkek ad Almaty per l’ultima tappa del nostro viaggio, abbiamo attraversato il confine a Korday.

La procedura di attraversemento del confine si svolge nel seguente modo:

  • All’arrivo alla frontiera kirghiza ci sono due file: una riservata alle auto e una ai pedoni. Solo il guidatore resta nell’auto mentre i passengeri devono scendere ed attraversare il confine a piedi, portando con sé solo il passaporto ed i documenti di viaggio. I bagagli possono invece restare all’interno dell’auto,
  • Le autorità doganali kirghise timbrano il passaporto in uscita e di solito non fanno domande (almeno per noi è stato così),
  • Fuori dalla dogana kirghisa, attraversa a piedi il ponte (interamente ricoperto da barriere in metallo) sul fiume Chu, il confine naturale tra Kirghizistan e Kazakhstan,
  • Poco prima di entrare all’interno della dogana kazaka, riempi il permesso di soggiorno cartaceo che troverai all’ingresso dell’edificio
  • Sul lato kazako, borsette a tracolla e/o marsupi sono passati ai raggi x
  • Segue un controllo del passaporto in cui le autorità kazake potranno chiedere conferma del tuo nome e cognome. In entrambi i passaggi della frontiera (KG-KZ e viceversa), la comunicazione si è fatta in un inglese stentato, ma ciò non ha impedito ai funzionari di esprimere la loro sorpresa nel vedere dei passaporti italiani 🙂
  • Passato l’ultimo controllo, si entra finalmente sul territorio kazako dove dovrai aspettare la tua auto (se come me ne hai noleggiata una con autista) oppure potrai prendere uno dei taxi collettivi (marshrutka) in partenza per Almaty.

IMPORTANTE: i controlli alle auto sono molto severi ed accurati (a causa del traffico di droga ed armi esistente in Asia Centrale) e durano molto più a lungo di un attraversamento pedonale. Ad esempio, il nostro autista ha impiegato circa un’ora e mezza per le procedure doganali mentre noi ce la siamo cavata in 30 minuti.

IMPORTANTE: le marshutka partono solo quando sono piene, quindi anche in questo caso preparati ad un po’ di attesa 🙂

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