Moldavia

Elementi architettonici ricorrenti nella campagna moldava dove il tempo sembra essersi fermato

Stretta per la maggior parte del suo territorio tra i fiumi Prut e Nistro, la Moldavia è soprannominata il paese delle dolci colline per l’assenza di rilievi montuosi: il punto più alto del paese, Dealul Balanest, misura infatti solo 430 metri. La geografia del paese si presta quindi naturalmente all’agricoltura, che ancora oggi costituisce il principale settore di attività della Moldavia ed il cui rendimento è agevolato dal fatto che circa il 75% del suolo è di tipo cernozem, pertanto molto fertile. Durante la dominazione sovietica, la Moldavia era chiamata il giardino dell’URSS proprio perchè i suoi prodotti agricoli rifornivano i principali mercati del grande stato federale.

Viaggiando nelle campagne moldave si ha come l’impressione che il tempo si sia fermato; campi coltivati, laghetti per l’irrigazione e bestiame al pascolo fungono infatti da cornice ad uno stile architetturale rurale di cui gli elementi principali (vedi lista sotto) sono rimasti pressochè immutati nel tempo:

  • I tetti con tegole di terracotta, spesso sostituite con il più economico eternit durante il periodo sovietico,
  • I porticati addobbati con colonne colorate di pietra o di legno, dietro cui si trova di solito la facciata della casa (la facciata nell’immagine di copertina rappresenta un’eccezione),
  • I cancelli colorati ornati con vari motivi geometrici,
  • Il pozzo: costruirne uno rappresenta ancora una necessità dato che molti villaggi di campagna non sono collegati all’acquedotto. Ce ne sono di due tipi: a bilanciere e a manovella. I primi stanno scomparendo a causa dell’inquinamento delle falde freatiche più superficiali, e sono mano a mano sostituiti dai secondi che permettono invece un pescaggio più profondo. Ciò che rende questi pozzi delle vere e proprie attrazioni turistiche sono i motivi ed i colori con cui sono decorati,
    • Scorcio della campagna moldava nei pressi di Branesti
  • La casa mare, l’equivalente del nostro salone e la stanza dove le madri appendevano la dote delle figlie ed i migliori lavori di ricamo. È qui inoltre che si riuniva la famiglia per le occasioni di festa,
  • La presenza di una «casa di inverno» – una dimora di dimensioni ridotte munita di stufa a legna dove la famiglia viveva d’inverno (dormendo in una specie di vano sopra la stufa, beneficiando così del calore generato da essa) – di solito situata accanto alla «casa d’estate», la dimora sprovvista di fonte di riscaldamento ed usata nei periodi caldi dell’anno,
  • La cantina, leggermente interrata sul fianco di una collina, dove vengono tuttora conservati generali alimentari e vino grazie alle fresche temperature (di solito 10/12 gradi) che vi si mantengono tutto l’anno

A Butuceni – uno dei borghi più turistici di tutta la Moldavia, dove il sindaco ha addirittura deciso di non asfaltare la strada principale per evitare che si perda lo charme rurale apprezzato dai visitatori – potrai osservare tutti questi elementi all’interno di una casa contadina tradizionale risalente al XIX/XX secolo, parte del museo etnografico locale.

Proprio il turismo rurale – legato alla gastronomia e all’enologia – rappresenta a mio avviso la chiave di volta del settore turistico moldavo, su cui il paese dovrebbe puntare per entrare nel radar turistico internazionale ed uscire così dal triste primato di essere uno degli stati meno visitati in Europa.

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