Kirghizistan

Cosa vedere sulla costa settentrionale del lago Issyk Kol: il mio itinerario da Bishkek a Karakol

Tra i circa 2000 laghi presenti in Kirghizistan i più conosciuti sono il Song Kol e l’Issyk Kol. Mentre il primo si trova ad un’altezza di circa 3000 metri e può essere visitato solo in primavera ed estate, il secondo è accessibile tutto l’anno e non è necessarrio disporre di un 4×4 per raggiungerlo. Avendo visitato il Kirghizistan nel mese di marzo, abbiamo quindi dovuto escludere il Song Kol dall’itinerario concentrandoci invece sull’Issyk Kol che abbiamo circumnavigato da ovest ad est in tre giorni, utilizzando Bishkek come punto di partenza e di arrivo.

Circondato dalle catene montuose del Kungey Alatoo a nord e dei Terskey Alatoo a sud, l’Issyk Kol è il secondo lago di montagna più esteso al mondo dietro al Titicaca e si contraddistingue per:

  • non ghiacciarsi mai a causa della salinità delle sue acque,
  • essere alimentato da circa 100 immissari senza che da esso fuorisca alcun emissario,
  • essere stato secondo alcuni storici l’epicentro da cui si diffuse la peste nera che causò milioni di vittime in occidente nel XIV secolo,
  • essere stato utilizzato come luogo di collaudo di sottomarini e mezzi anfibi durante il periodo sovietico.

In provenienza da Bishkek, la prima città che si trova lungo la costa settentrionale del lago è Balykchy, che non presenta nessuna attrattiva turistica ma che è considerata il punto di partenza del traffico commerciale su strada con la Cina che ripercorre le orme della famosa Via della Seta. Tra Balykchy e Bishkek, nei pressi della cittadina di Tokmok, si trova invece uno dei monumenti più interessanti di tutto il Kirghizistan, la torre di Burana, parte dell’antica Balasagun, un insediamento fondato alla fine del IX secolo dalla dinastia turca dei Karakhanidi e di cui restano appunto solo la torre, le vestigia di tre mausolei ed i balbal, stele di pietre su cui sono state scolpite figure umane stilizzate.

Originariamente alta 45 metri, la torre misura adesso solo 25 metri e si può raggiungere la sua cima attraverso una stretta e ripida scalinata. Lo sforzo è ripagato da magnifiche viste sulle montagne circostanti e sulla campagna sottostante.

Proseguendo in direzione est abbiamo poi fatto tappa a Tamchy, un piccolo villaggio di campagna situato lungo la strada principale che si anima d’estate quando viene preso d’assalto da vacanzieri – provenienti soprattutto dalla capitale, dalla Siberia o dal Kazakhstan – che usufruiscono del vicino aeroporto, il più grande di tutta la regione dell’Issyk Kol. Durante la nostra visita, il villaggio sembrava quasi abbandonato e la spiaggia era completamente deserta ad eccezione di qualche bambino e di numerose pecore che brucavano indisturbate in riva alle trasparenti acque del lago. A differenza delle vicine cittadine di Koshkol e Cholpon Ata, a Tamchy non sono stati costruiti hotel o sanatori durante il periodo sovietico, quindi si alloggia da privati (come abbiamo fatto noi) oppure in piccole pensioni.

Cholpon-Ata, a circa 40 km da Tamchy, si trova un sito di petroglifi all’aperto che vale la pena vedere. Meno esteso e soprattutto meno curato (il percorso è ad esempio mal segnalato, i cartelli che indicano le rocce con le incisioni sono in cattivo stato di conservazione e spesso solo in russo) rispetto a Tamgaly (che abbiamo visitato in Kazakistan), questo sito contiene circa 2000 incisioni rupestri che risalgono ad un periodo compreso tra l’800 a.C e il 1200 d.C. Si ritiene che i graffiti – raffiguranti principalemente animali come cervi e leopardi – fossero parte integrante di un tempio all’aperto dove si veneravano il sole e gli altri corpi celesti.

All’epoca dell’URSS, Cholpon-Ata era una rinomata meta di villeggiatura per gruppi inviati qui da ogni parte dell’Unione Sovietica, quindi la cittadina dispone tuttora di numerose strutture turistiche che fungono inoltre da “villaggio olimpico” durante i giochi mondiali delle popolazioni nomadi, un evento dedicato agli sport etnici praticati in Asia Centrale che si è appunto svolto a Cholpon-Ata per le prime tre edizioni (2014, 2016 e settembre 2018).

Nel lungo trasferimento (145 kms) da Cholpon-Ata a Karakol, non ci sono particolari elementi di interesse ad eccezione di alcune terme all’aperto nei pressi del lago, costituite da piscine alimentate da sorgenti termali, a cui consiglio di fermarsi per una piacevole sosta utile ad inframezzare le tante ore di guida necessarie per gli spostamenti.

Per scoprire la seconda parte dell’itinerario da Karakol a Bishkek lunga la costa meridionale del lago Issyk Kol, clicca qui.

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