Kazakistan

Cosa vedere ad Almaty, la Grande Mela dell’Asia centrale, in un giorno: itinerario a piedi

Capitale del Kazakistan dal 1991 sino al 1997 prima di passare il testimone ad Astana (da poco rinominata Nur-Sultan), Almaty deve il proprio nome – che letteralmente significa padre delle mele – alla varietà di mele di Sievers considerata l’antenata selvatica di tutte le mele domestiche ed originaria delle pendici del Tien-Shan, la catena montuosa al confine tra Kazakhstan e Cina. La mela è quindi il simbolo della città e viene commemorata dappertutto con cartelli pubblicitari, statue ed altre composizioni artistiche.

Almaty è molto estesa, ma i principali luoghi di interesse si trovano all’interno di un percorso di 10 km (vedasi mappa in calce all’articolo), fattibile a piedi in una giornata:

  • strada pedonale Arbat: il tratto più famoso e trafficato della strada Zhybek-Zholy, soprannominato la via degli artisti poichè luogo di ritrovo prediletto degli artisti di strada, soprattutto pittori e ritrattisti. Quando ci siamo passati noi, alle 10 di una domenica mattina di marzo, non c’era traccia degli artisti ma Arbat era comunque animata da numerose massaie che si stavano recando in un vicino mercato rionale stracolmo di prodotti locali (le immancabili mele, carne di ogni tipo, pesce d’acqua dolce, verdura in salamoia etc..)
  • Parco Panfilov: dedicato ai 28 soldati capitanati da Panfilov che morirono durante la seconda guerra mondiale in una battaglia impari contro le forze tedesche nei pressi di Mosca, racchiude:
    • memoriali di guerra, tra cui un fuoco eterno che ricorda il sacrificio in nome della pace di tutte le vittime di guerra
    • la cattedrale Zenkov (dal nome dell’ingegnere che la realizzò), uno dei dieci edifici in legno più alti al mondo
    • il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali: custodisce circa 1000 esemplari di strumenti tradizionali, tra cui spiccano la dombra e il narkobyz, entrambi strumenti a corde
  • Palazzo della Repubblica: edificio dal design moderno usato per concerti, convegni ed altri eventi culturali davanti a cui si trova la statua del poeta, filosofo e traduttore Abai Qunanbaiuly (1845-1904), una delle maggiori figure della letteratura kazaka, a cui il paese deve molto in termini di pensiero e creatività. L’alta silhouette dell’iconico hotel Kazakhstan, uno degli edifici storici di Almaty, è facilmente identificabile nelle vicinanze. Accanto al palazzo si trova l’ingresso della funivia che porta a Kok Tobe
  • Kok Tobe: collina verde (questa è il suo significato in italiano) situata a 1000 metri di altezza e sede di un parco tematico con ruota panoramica, pista di bob su rotaia, giostre, un piccolo zoo, stand di cibo e negozi di souvenir. Le viste panoramiche su Almaty e le montagne circostanti sono mozzafiato a meno che non siano offuscate dallo smog, uno dei maggiori problemi dell’ex capitale del Kazakistan. Tra i luoghi visitati, Kok Tobe è quello che mi ha indubbiamente colpito di più
  • Republic Square: la piazza più grande di Almaty (grande quanto due campi da calcio) dove si svolgono feste nazionali, sfilate ed altri eventi ufficiali. L’attrazione principale è il Monumento all’Indipendenza, dedicato alla ricca storia del Kazakistan dagli albori sino ai giorni nostri.

Da quello che ho potuto vedere Almaty offre tutto l’intrattenimento (ristoranti di lusso, centri commerciali moderni, locali alla moda) di una grande metropoli moderna mantenendo però intatte le tradizioni della sua millenaria storia nomade, il tutto inserito in una cornice paesaggistica significativa: basta infatti farsi qualche ora di macchina per ammirare alcune delle bellezze naturali più suggestive di tutto il Kazakistan.

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