Moldavia

Alla scoperta di Orhei Vechi, il luogo più suggestivo della Moldavia

Chiudi gli occhi ed immagina un luogo che racchiude nello spazio di qualche chilometro la storia millenaria di un paese e per di più inserito in una cornice paesaggistica scenica in forte contrasto con il territorio circostante. Questo è Orhei Vechi – luogo simbolo della Moldavia e candidato ad entrare nel patrimonio mondiale Unesco – che si trova a soli 60 km a nord-est della capitale Chisinau. Abitato sin dal paleolitico, Orhei è stato punto di incontro di differenti civilizzazioni (tribù dacie e tartaro-mongole, popolazioni autoctone ed ottomane), ognuna delle quali ha lasciato vestigia degli antichi insediamenti, che fanno adesso parte del complesso di Orhei Vechi insieme a due musei e ai monasteri rupestri per cui il sito è maggiormente conosciuto.

A livello geografico, Orhei Vechi si estende su alcuni promontori che sovrastano il territorio pianeggiante compreso tra i villaggi di Trebujeni e Butuceni dove scorre mansueto il fiume Raut. Proprio in questa area, resa di difficile accesso dalla conformazione del territorio, si stabilirono i primi monaci cristiani che scavarono caverne sui fianchi calcarei dei promontori, adibendole a luoghi di culto. La testimonianza più significativa di questa attività è il monastero rupestre del promontorio di Pestera, risalente al XV/XVI secolo e al cui interno si accede tramite una ripida scalinata. Interamente scavato nella roccia e riconoscibile dall’esterno grazie al campanile, il monastero è adornato da una bellissima iconostasi fatta su misura e conserva ancora le celle che costituivano la dimora degli undici monaci che originariamente vi abitavano.  Attualmente resta un solo abitante, un monaco dalla lunga barba e dall’abito nero che trasmette un ulteriore tocco di autenticità ad un luogo che di per se trasuda di storia.

Uscendo da una piccola apertura scavata sul fianco del monastero, è possible camminare lungo il promontorio per ammirare il paesaggio sottostante, ma fai attenzione perchè non ci sono barriere. Ad un occhio attento non sfuggirà un particolare curioso: la presenza di conchiglie fossili incastrate tra le rocce, prova inconfutabile che l’attuale Moldavia si trovava circa 50 milioni di anni fa sotto le acque dell’oceano paratetide che poi ritirandosi ha creato i territori tipicamente pianeggianti dell’est europeo.

  • Il promontorio di Pestera visto dalla strada
A poca distanza dal monastero si trova la Croce dei Desideri, una croce di pietra che riveste un’importanza particolare per gli abitanti locali che sono soliti girargli intorno tre volte, baciare il fiore (simbolo del potere spirituale) al suo interno e lasciare a terra una monetina. Oltrepassando la croce si raggiunge la chiesa Adormirii Maicii Domnului – costruita nel 1905 e ristabilita al culto nel 1996 dopo essere stata abbandonata in epoca sovietica – ultima tappa della mia escursione.

Consiglio di cominciare la visita di Orhei Vechi dal piccolo museo archeologico che si trova all’ingresso di Butuceni, per poi continuare sino al museo etnografico, da cui si raggiunge il monastero rupestre di Pestera tramite un sentiero in salita. Butuceni può essere raggiunta da Chisinau in maxitaxi/marshrutka, i taxi collettivi usati dagli abitanti locali per spostarsi all’interno del paese, oppure in taxi. Per massimizzare il tempo a tua disposizione a dei prezzi comunque ragionevoli per le nostre tasche, conviene affittare il taxi per l’intera giornata (mettiti sempre d’accordo sul prezzo prima di salire) e magari combinare Orhei Vechi con il complesso monastico di Curchi, in cui spicca la chiesa di San Demetrio costruita dall’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli, già autore di numerose opere in Russia, Ucraina e Lettonia.

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