Tunisia

Primo giorno on the road: El Jem, Matmata, cammellata nel deserto

Sole, mare e relax: questo era quello che ci aspettavamo dalla nostra vacanza di una settimana in Tunisia, in un hotel all-inclusive a Sousse. Delusi invece da spiagge sovraffollate e da un mare lontano parente di quello che avevamo potuto ammirare in altre zone costiere del bacino mediterraneo, abbiamo trasformato una vacanza che ci stava rivelando un flop clamoroso in un entusiasmante viaggio on the road.

Non avendo tempo per organizzare qualcosa in autonomia, ci siamo affidati all’operatore turistico con cui avevamo prenotato il pacchetto aereo + hotel, acquistando da loro un tour organizzato di tre giorni/due notti che includeva molte delle località più suggestive del paese, vedasi mappa sotto.

La prima tappa è l’anfiteatro di El Jem, uno dei otto patrimoni Unesco della Tunisia, che sorge maestoso sul sito dell’antica Thysdrus, città molto prospera ai tempi dell’Impero Romano che rivaleggiò con Hadrumetum (l’attuale Sousse) per il ruolo di seconda potenza del Nordafrica dietro a Cartagine. Tuttora ben conservato nonostante alcune delle sue pietre siano state asportate per costruire monumenti posteriori, el Jem presenta quattro livelli ed ha la particolarità di essere stato innalzato senza fondamenta. È consentito visitare tutti i sotterranei e penetrare nell’arena dalle scalette da cui entravano i gladiatori. Ci si può inoltre sedere sugli spalti ed ammirare il campo di battaglia come se da un momento all’altro dovesse iniziare lo spettacolo: non a caso qui sono state girate alcune scene del film Il Gladiatore. Grazie alla sua capacità di 35 000 spettatori seduti, El Jem è il terzo anfiteatro più capiente al mondo dietro al Colosseo di Roma e all’Anfiteatro di Capua. Il biglietto d’ingresso (10 dinari = 3 €) dà inoltre accesso al museo di El Jem, di cui le guide dicono un gran bene ma che purtroppo non abbiamo potuto visitare per mancanza di tempo.

Passando dalla pianura bruciata dal sole, in cui l’anfiteatro di El Jem svetta come un’incongrua astronave, al paesaggio lunare di Matmata, siamo sempre più convinti della bontà della nostra decisione di rinunciare alla monotona routine dell’all-inclusive per riabbracciare il tipo di viaggio a noi più consono.

Attraversando l’arida e rocciosa regione di Matmata, si nota immediatamente la caratteristica che l’ha resa famosa: le abitazioni troglodite scavate all’interno delle colline che per secoli hanno permesso alle popolazioni berbere autoctone di vivere in un ambiente ostile proteggendosi dalle torride temperature della zona. Queste abitazioni sono oggi per lo più utilizzate a fini turistici, come hotel (uno di essi, l’iconico Sidi Drissi è servito da location cinematografica in Una nuova speranza, il quarto episodio della saga di Star Wars), ristoranti e musei etnografici.  

Da Matmata ci spostiamo alle porte di Douz dove è prevista l’ultima attività di questo interminabile primo giorno on the road, la cammellata nel deserto. In sella ai nostri docili amici a quattro zampe e accompagnati da guide di etnia berbera, fini conoscitrici di queste zone, esploriamo l’erg, un’area formata da sabbia disposta in dune che si trova generalmente ai margini di grandi distese desertiche. La discesa del sole in un’esplosione di colori, segna la fine della nostra giornata ma l’inizio di quella di tutte le piccole creature del deserto (roditori, rettili, piccoli mammiferi) che invece cominciano ad uscire dai loro ripari al calare delle temperature.

È giunto il momento di fare rotta verso Douz, conosciuta come la porta del Sahara, dove trascorreremo la notte.

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Comments (3)

    1. Ciao Simona e grazie per avermi contattato. Io sono andato con un tour operator della Rep.Ceca dato che ho organizzato il viaggio da Praga dove risiedo. Fammi sapere se hai bisogno di altre informazioni. Ciao!