Tunisia

Tunisia on the road. Giorno 2: visita di Chott El Jerid, Tozeur, oasi di Chebika, Mos Espa

Douz, conosciuta come la porta del Sahara, è un nome che evoca le carovane che utilizzavano questa cittadina, sede di una delle oasi più importanti della zona, come punto di sosta nei loro spostamenti tra il deserto e la Tunisia settentrionale. Anche per noi, viaggiatori del terzo millennio, Douz ha rappresentato il punto di arrivo di una prima giornata intensa in cui abbiamo macinato chilometri su chilometri e visitato bellezze architetturali e naturali che ci hanno lasciato a bocca aperta.

L’ultima attività prima di goderci il meritato riposo è la divertente cammellata nel deserto. In sella ai nostri docili amici a quattro zampe e accompagnati da guide di etnia berbera, fini conoscitrici di queste zone, esploriamo l’erg, un’area formata da sabbia disposta in dune che si trova generalmente ai margini di grandi distese desertiche. La discesa del sole ad ovest, in un’esplosione di colori, segna la fine della nostra giornata ma l’inizio di quella di tutte le piccole creature del deserto (roditori, rettili, piccoli mammiferi) che invece cominciano ad uscire dai loro ripari al calare delle temperature.

L’indomani ci dirigiamo verso il lago salato di Chott el Jerid, anch’esso utilizzato come set nel film Star Wars. D’estate, il lago è completamente secco e si può persino camminare sulla sua superficie, costituita da cristalli di sale su fondo argilloso. È in questo paesaggio lunare che vediamo il sole sorgere, preludio di un’altra giornata torrida.

Attraversiamo Chott El Jerid su una strada sovraelevata e raggiungiamo Tozeur, cittadina che sorge su un’oasi ai margini del Sahara. Il passaggio dal paesaggio arido e roccioso del lago a quello verdeggiante e ricco di acqua del palmeto di Tozeur (uno dei più estesi del paese) mi ha fatto dapprima pensare ad un miraggio, ma poi mi sono arreso all’evidenza, non sto sognando: le palme sono altissime e cariche di datteri, uno dei principali prodotti esportati dalla Tunisia.

Proseguiamo in seguito verso l’oasi di montagna di Chebika, un antico insediamento romano distrutto da un alluvione nel 1969, la cui principale attrazione è una cascata di acqua purissima che sgorga come per magia da una roccia creando un piccolo lago che alimenta l’oasi attraverso una rete di canalizzazioni.

Percorrendo i sentieri dell’oasi si hanno viste mozzafiato sulle montagne circostanti dietro cui si trova l’Algeria, distante solo pochi kilometri. In questo territorio desertico le condizioni sono ideali per un’escursione in 4×4 che, oltre a darci una bella scossa di adrenalina, ci porta ad un altro set di Star Wars, le rovine di Mos Espa, abbandonate ma ancora in buone condizioni.

Pur non essendo un grande fan di Star Wars, mi fa un certo effetto vedere i luoghi in cui sono state girate scene di una delle saghe più famose della storia del cinema. Dopo le foto di rito, ci rimettiamo in viaggio in direzione di Kairoun, dove passeremo la notte.

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