Grecia

Il Monte Athos, uno dei luoghi più misteriosi d’Europa

Alzi la mano chi sa situare il Monte Athos su una cartina e soprattutto chi ne conosce la storia millenaria….quesiti a cui solo i viaggiatori più accaniti sapranno rispondere e che testimoniamo come questo posto resti uno degli ultimi angoli d’Europa pressochè sconosciuti al turismo.

Cominciamo quindi dagli inizi: il Monte Athos è un territorio autonomo della Grecia, facente parte della penisola Calcidica, che si trova nel nord-est del paese ed è costituita da tre propaggini che si estendono nelle acque cristalline del Mar Egeo, Cassandra (ad ovest), Sithonia (al centro) ed appunto Athos (ad est).

Cassandra e Sithonia sono rinomate mete di villeggiatura, mentre la penisola di Athos è accessibile ai comuni mortali solo sino alla cittadina di Ouranopoli, da cui partono le barche che la collegano con il porto di Daphne, il punto di ingresso della repubblica teocratica del monte Athos.

L’esiguo territorio della repubblica è amministrato da un collegio di monaci – rappresentanti dei 20 monasteri presenti in loco – e da un governatore inviato dallo stato greco. Si stima che circa 2000 monaci, organizzati in monasteri, skiti (comunità sorte attorno ad una chiesa) o in celle (eremi isolati) abitino attualmente ad Athos.

Oltre al fatto di essere una comunità rimasta ancorata a metodi di vita arcani, Athos è inoltre restia ad aprirsi al mondo esterno: l’accesso alla repubblica è infatti consentito solo a 110 persone al giorno (tra cui solo 10 stranieri) per un massimo di 4 giorni. I candidati, oltre ad essere solo ed esclusivamente uomini, dovranno dimostrare all’ente del turismo di Athos (il Pimgrims Bureau sito a Salonicco) di avere interessi religiosi o scientifici per ottenere l’agognato diamonitirion, una sorte di visto che permette il soggiorno in uno dei monasteri locali.

Alla donne e tutti gli animali di sesso femminile (con l’esclusione dei gatti), l’accesso all’isola è formalmente proibito da un decreto del 1046, tuttora vigente, che dimostra ancora una volta la dimensione atemporale di Athos, la montagna le cui fondamenta sono la preghiera, il lavoro e la meditazione. Addirittura, qualsiasi barca con a bordo donne deve mantenere una distanza di sicurezza di 500 metri dalle coste di Athos, non solo per evitare di indurre i monaci in tentazione ma anche come forma di rispetto verso la Vergine Maria, a cui il Monte Athos è dedicato.

Proprio per questa ragione, durante la nostro crociera di mezza giornata che ci ha portato da Xina (l’estremità sud della Cassandra) a Ouranapoli, abbiamo potuto ammirare i monasteri della costa occidentale di Athos e la lussureggiante vegetazione sovrastante solo da lontano.  Nonostante ciò, abbiamo potuto notare i differenti stili architetturali dei vari monasteri (ce ne sono infatti di appartenenti alla chiesa ortodossa bulgara, serba, russa, greca) e scorgere alcuni monaci intenti a svolgere le loro mansioni quotidiane: il massimo che si potesse aspettare da questa escursione senza essere in possesso dell’indispensabile diamonitirion.

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