Ucraina

Cosa vedere a Kiev in 3 giorni – Il mio itinerario

La mia scoperta dei paesi dell’ex Unione Sovietica si è arricchita nelle settimane scorse di un nuovo tassello, l’Ucraina. Ho deciso di recarmi in questo paese per la sua relativa vicinanza alla Rep.Ceca, con cui è collegata da voli giornalieri. Il periodo di visita (inizio dicembre 2017) non è stato dei migliori, ma il freddo pungente e la neve non mi hanno comunque impedito di visitare questa città considerata uno dei principali centri spirituali della Chiesa Ortodossa e la madre delle attuali Ucraina, Russia e Bielorussia, originatesi dalla dissoluzione della Rus’di Kiev (circa 860-1240), il primo stato organizzato slavo-orientale di cui Kiev era appunto la capitale.

I quartieri principali di Kiev (Shevchenko, Pechersk, Podil) sono piuttosto estesi ma è comunque possibile girarli a piedi, come ho fatto io. In alternativa ci sono tre linee della metropolitana che permetteranno di risparmiare tempo. Per ulteriori informazioni su come organizzare il tuo soggiorno fai da te a Kiev, clicca qui.

GIORNO 1 (Venerdì – giornata piena): dedicato al quartiere Shevchenko (in cui si trova il mio hotel) partendo dalla strada pedonale principale di Kiev, nonchè trafficata arteria, Khreschatyk delimitata da negozi, palazzi eleganti e alcuni edifici di stampo sovietico. Orientarsi è facile prendendo come punto di riferimento la Piazza dell’Indipendenza (Majdan Nezaležnosti) con il suo caratteristico obelisco, teatro degli eventi più importanti della storia recente del paese come la rivoluzione arancione del 2004 e Euromajdan nel 2013-2014.

Questo primo giorno è consacarto alla scoperta della Città Vecchia, che si snoda lungo la strada Volodymyrska, i cui punti di interesse principali sono:

  • il monastero dorato di San Michele, situato nei pressi dell’imponente Ministero degli Affari Esteri. Ricostruito dopo l’indipendenza dell’Ucraina nel 1991, il monastero comprende diversi edifici, tra cui il più importante è la cattedrale che presenta una ricca iconografia, interni dorati e mosaici ben mantenuti.
  • la Cattedrale barocca di Sant’Andrea, progettata dall’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli (le cui opere maggiori si trovano in Russia, Ucraina e Lettonia) e situata sull’omonima collina da cui si domina il quartiere di Podil. Non è sfortunatamente possibile visitare l’interno della chiesa.
  • i resti della Chiesa delle Decime, la prima chiesa in pietra di Kiev distrutta nel 1240 dalle orde di Mongoli che razziarono la città, accanto a cui si trova il Museo di Storia Naturale.
  • la Cattedrale di Santa Sofia, simbolo di Kiev e patrimonio dell’Unesco, che visiterò però la domenica.
  • il Golden Gate, ricostruzione della porta di ingresso principale della città sino all’XI secolo, davanti cui si trova la statua di Jaroslav I, uno dei più influenti sovrani della Rus’di Kiev.

GIORNO 2 (Sabato – giornata piena): dedicato al quartiere Pechersk, i cui punti di interessi principali sono sono sulla mappa qui sotto.

La tappa principale di questa giornata è il complesso monastico di Pechersk Lavra, conosciuto anche con il nome di monastero delle grotte, una vera e propria città dentro la città che comprende numerosi edifici tra cui spiccano la Cattedrale della Dormizione con i suoi ricchi interni dorati, il campanile, da cui si hanno viste impareggiabili sul complesso e sulla riva sinistra del Dnipro e la vasta rete di catacombe che contengono le spoglie di numerosi santi. All’interno e all’esterno di Lavra ci sono numerosi musei (del libro, dei tesori storici dell’Ucraina, del teatro e musica, delle miniature, dell’arte popolare ucraina etc..) tra cui scegliere in base ai propri interessi e al tempo a disposizione.

Se decidi di raggiungere Pechersk a piedi partendo dal quartiere Shevchenko (come ho fatto io), puoi inoltre visitare:

  • lo stadio della Dynamo Kiev, intitolato a Valeriy Lobanovski (l’allenatore ucraino più famoso di tutti i tempi) a cui è anche dedicata una statua all’ingresso del complesso sportivo,
  • il parco Mariinsky in cui si trova l’omonimo palazzo barocco, un’altra opera di Rastrelli e attuale sede di rappresentanza del Presidente dell’Ucraina, accanto a cui è collocato il Parlamento,
  • il parco della Gloria Eterna (Park Vichnoyi Slavy) su cui si stagliano l’obelisco dal medesimo nome e il memoriale per le vittime della carestia (Holodomor) che colpì l’Ucraina negli anni ’30,
  • il parco dedicato alla seconda guerra mondiale, sormontato dalla colossale statua della Madre Patria (alta 62 metri), che include un museo, imponenti sculture dedicate alle eroiche gesta dei soldati ucraini e un enorme braciere.

Il quartiere di Pechersk è anche raggiungibile con la metro: la fermata più vicina è Arsenalna, che ha la peculiarità di essere la stazione più profonda al mondo (105 m).

GIORNO 3 (Domenica – mezza giornata): decido di scoprire a piedi il quartiere situato dietro l’Hotel Ukraina che con la sua massiccia silhouette domina la piazza dell’Indipendenza, passando davanti all’estrosa casa delle Chimere (conosciuta anche come Gorodetsky House dal nome dell’artista che l’ha progettata) e ricongiungendomi con Khreschatyk all’altezza del mercato coperto della Bessarabia dove si possono acquistare frutta, verdure, pesce e carne da venditori locali (attenzione ai prezzi gonfiati però). Da qui continuo verso la prestigiosa Università Taras Shevchenko dal caratteristico color rosso che domina il parco dal medesimo nome dedicato appunto allo scrittore Shevchenko, considerato uno dei pilastri della moderna letteratura ucraina.

Visito in seguito la Cattedrale di San Vladimiro, sede della Chiesa Ortodossa di Kiev e la Cattedrale di Santa Sofia, che contiene la tomba di Jaroslav I di Kiev e mosaici che per la maestria di esecuzione e la ricchezza dei dettagli non hanno nulla da inviadiare a quelli di Ravenna. Dopo aver ammirato i meravigliosi panorami dal campanile di Santa Sofia, continuo la mia passeggiata sulla discesa Andriyivskyi, soprannominata la Montmartre di Kiev per via dei numerosi artisti che vi espongono i propri dipinti o piccoli oggetti di artigianato locale. Questa strada collega la città vecchia con lo storico quartiere dei mercanti di Podil sviluppatosi attorno alla piazza Kontraktova. A Podil si trova il museo sulla catastrofe nucleare di Chernobyl, chiuso però la domenica.

Qui si chiude la mia visita di Kiev, una città dal glorioso passato e dal presente ricco di incognite ma dal forte potenziale: è giunto il momento di rientrare all’hotel per poi dirigermi a Boryspil per il volo di ritorno.

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Comments (4)

  1. itinerario perfetto direi e ben descritto. peccato averlo trovato e letto poco prima del rientro. ho saltato qualche tappa delle tue, ma mi è piaciuto leggere tutto. grazie e continua così.

    1. Grazie Maria per il commento. Spero allora che gli altri itinerari del mio blog siano fonte di ispirazione per i tuoi prossimi viaggi. Restiamo in contatto! Ciao