Regno Unito

Southend on Sea, il mare a 40 minuti da Londra

Southend! Southend! Queste parole, quasi gridate dal conducente dell’autobus che mi ha portato a Southend dall’aeroporto di Stansted, hanno posto il sigillo sul mio arrivo in questa città del sud-est dell’Inghilterra, situata a circa 50 km da Londra dove ho trascorso sei mesi nel lontano 2009 nell’ambito di un tirocinio in impresa, parte integrante del mio percorso di studi all’università di Bordeaux.

Prima di arrivarci, non avevo mai sentito parlare di Southend e non avrei nemmeno saputo situarla sulla carta. Effettivamente la città non ha molto da offrire in termini di attrazioni turistiche seppur fino agli anni ’40 Southend fosse una rinomata meta per le vacanze estive per i londinesi desiderosi di beneficiare degli effetti positivi dell’aria marina lungo i suoi 7 km di spiagge che costeggiano la foce del Tamigi, che proprio a Southend si getta nelle fredde acque del Mar del Nord. L’estuario del Tamigi combinato all’effetto delle maree crea un mix di zone acquitrinose e di fondali bassi ideali per la pratica del windsurf, che si è notevolmente sviluppata negli ultimi anni.

Il centro di Southend si snoda lungo High Street, la strada principale delimitata da negozi e pub che conduce sino al seafront (il lungomare) i cui principali luoghi di interesse sono il Southend Pier – il molo turistico più lungo al mondo con i suoi 2158 metri, alla cui entrata si trova il parco di divertimento Adventure Island – e i Cliff Gardens, giardini ben curati situati sulla collina sovrastante l’estuario.

Un altro edificio simbolo di Southend è il Kursaal, uno dei primi parchi divertimento in Europa e fiore all’occhiello della città sino agli anni ’70, quando il parco cominciò ad entrare in crisi. Attualmente il Kursaal è lontano dai fasti del passato ma l’edificio in cui si trova è ancora classificato Grade II , ossia tra gli edifici di più particolare interesse in Inghilterra e Galles.

  • Vista della città dal pontile. Immagine tratta da Internet

I miei ricordi più vividi di Southend non sono però legati ai luoghi bensì ai sensi: le grida dei gabbiani, l’odore salmastro dell’aria, l’onnipresente profumo di patate fritte e fish and chips, il sapore dell’immancabile pinta di ale del venerdì sera.

Nel paese culla del football moderno, non poteva inoltre mancare l’esperienza calcistica nel campionato provinciale locale con la maglia del Catholic United, un’avventura di solo cinque partite che non mi ha lasciato ricordi indelebili ma che mi ha almeno insegnato l’enorme differenza tra l’inglese studiato a scuola e quello parlato nella vita di tutti i giorni 🙂 .

A livello di luoghi di ristoro, Southend dispone delle principali catene di fast-food – tra cui il pollo grigliato alla salsa piccante piri-piri di Nando’s merita una  menzione speciale (almeno per i miei gusti 🙂 ) –  di alcuni ristoranti asiatici, di vari pub tipici inglesi come il The Last Post (appartenente alla catena Weatherspoon’s, per chi avesse esperienza nel Regno Unito) e di numerosi fish and chips, tra cui il mio preferito era Van Looy’s.

L’aeroporto di London-Southend (SEN) appena fuori Southend si sta sviluppando rapidamente (clicca qui per la lista degli aeroporti collegati), ma Southend si può comunque raggiungere facilmente da Stansted e Gatwick.

 

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Comments (4)

    1. Sí, e’ una piccola cittadina turistica, soprattutto per i londinesi che ci vengono a fare gite fuori porta il fine settimana.

  1. Ci ho vissuto dal ’97 al ’99 lavorando in fabbrica nella vicina Shoeburyness, partito solo e ventenne con il mito dell’Inghilterra, mi sono ritrovato a scoprirne il profondo sud, ricco e sorridente ma anche alienante duro e bigotto. Personalmente città indimenticabile perché sfondo di un incontro storico della mia vita e di un periodo stupendamente incasinato e anche perché Tamigi e Mare del Nord creano un capolavoro naturale, ma sia chiaro che di quella manciata straniera là in giro in quegli anni, tutti odiavamo Southend-on-Sea.

    1. Ciao Roberto, che bel commento, mi hai trasportato indietro nel tempo. Io sono stato a Southend solo per 6 mesi nel 2009, lavorando come tirocinante presso una piccola ditta inglese. Io non ho odiata la citta’ ma non posso dire che avrei voluto continuare a viverci alla fine del tirocinio. E’ stata sicuramente un’esperienza formativa, in un luogo vicino geograficamente a Londra ma molto lontano dall’atmosfera e mentalita’ della capitale. Sicuramente l’unica ragione per cui adesso ci tornerei, oltre a farmi una bella passeggiata lungo il seafront, é di mangiarmi un fish and chips come si deve!