Marocco

Alla scoperta di Casablanca da ospite di una famiglia del posto

Il viaggio in Marocco è stato il mio primo in Africa: un’esperienza di per sé indimenticabile ma resa ancor più autentica dal fatto di essere stato ospite della famiglia di Nadia, una mia compagna di università di origine marocchina.

Fa caldo quando Nadia, io ed altri due amici francesi arriviamo all’aeroporto di Casablanca nel bel mezzo di un’afosa notte di luglio. Suo padre ci viene a prendere e ci conduce nel quartiere di Mabrouka dove abita la loro famiglia. Le presentazioni sono rinviate all’indomani perchè tutti dormono e non ci resta quindi che farci qualche ora di sonno prima di cominciare la nostra avventura.

Con una popolazione di circa tre milioni di abitanti, Casablanca è il più grande centro abitato del Marocco ed il cuore economico del paese, caratteristiche di cui ci rendiamo immediatamente conto passeggiando nelle trafficate vie del centro. Colori, odori e sapori si susseguono tra souk e bancarelle mentre camminiamo in direzione della moschea di Hassan II, il principale luogo di interesse della città. Questa moschea, terza al mondo per dimensioni dopo la Sacra Moschea della Mecca e la Moschea del Profeta di Medina, si trova su una lingua di terra lungo l’oceano e può contenere 25 000 fedeli al suo interno e 80 000 nel cortile. È la prima volta che visito una moschea e sono impressionato non solo dalle sue imponenti dimensioni ma anche dalle sfarzose decorazioni interne (marmi, vasche e fontane per le abluzioni, lampadari etc…) che entrambe contribuiscono a creare un’atmosfera solenne.

  • La moschea di Casablanca con il minareto più alto del mondo (210 m) che funge anche da faro per il porto

Proseguiamo il nostro tour con un ricco pranzo a base di humus, olive, pesce fritto e dolcetti al miele, alcune delle prelibatezze locali. Il cibo è parte integrante di ogni esperienza all’estero ma in questo viaggio ricopre un ruolo ancora più importante perchè si sa quanto gli ospiti siano importanti nella cultura locale: la famiglia di Nadia non fa eccezione ed ha quindi previsto una cena di benvenuto.

Per ringraziare dell’ospitalità ricevuta decidiamo di comprare gli ingredienti necessari al piatto previsto per la cena, le tajine – una pietanza a base di cuscous, carne e verdure in umido tipica della cucina nordafricana. La scelta dei prodotti si rivela più stressante del previsto a causa dei vari tentativi dei venditori di attirarci alle loro bancarelle: per fortuna che Nadia svolge il suo ruolo di mediatrice alla perfezione e ci trascina via dai più insistenti.

Assistiamo con attenzione alla preparazione della tajine mentre beviamo bollente alla menta, ritenuto la bevanda dell’ospitalità. Secondo la tradizione, mangiaremo tutti insieme attorno ad un piatto comune, come si può vedere sull’immagine di copertina. La consuetudine prevede inoltre che si mangi con le mani, accuratamente lavate prima del pasto seguendo un rituale in cui il padrone di casa passa da ogni commensale con una brocca d’acqua ed una ciotola.

Che bello vivere a stretto contatto con una famiglia del posto! La nostra full immersion nella cultura marocchina è solo agli inizi però, perchè ci aspetta la visita ai parenti di Nadia che vivono nelle campagne di Ben Guerir, città situata tra Casablanca e Marrakesh.