Marocco

Casablanca da ospite di una famiglia del posto

Il viaggio in Marocco è stato il mio primo in Africa: un’esperienza di per sé indimenticabile ma resa ancor più autentica dal fatto di essere stato ospite della famiglia di Nadia, una mia compagna di università di origine marocchina.

Fa caldo quando arriviamo all’aeroporto di Casablanca nel bel mezzo della notte. Il papà di Nadia ci viene a prendere e ci conduce nel quartiere di Mabrouka dove abita la loro famiglia. Le presentazioni sono rinviate all’indomani perchè tutti dormono e non ci resta quindi che prendere qualche ora di sonno prima di cominciare la nostra avventura.

Con una popolazione di circa 3 milioni di abitanti, Casablanca è la più grande città del Marocco ed il cuore economico del paese. Ce ne rendiamo immediatamente conto quando passeggiamo nelle trafficate vie del centro. Colori, odori e sapori si susseguono tra souk e bancarelle mentre camminiamo in direzione della moschea di Hassan II, il principale luogo di interesse di Casablanca. Questa moschea, terza al mondo per dimensioni dopo la Masjid al-Haram della Mecca e la Moschea del Profeta di Medina, si trova su una lingua di terra lungo l’oceano e può contenere 25 000 fedeli al suo interno e 80 000 nel cortile. È la prima volta che visito una moschea e sono impressionato non solo dalle dimensioni che di per sé incutono un profondo rispetto ma anche dagli interni in marmo e dalle decorazioni (vasche e fontane per le abluzioni, lampadari, mosaici, colonne) che contribuiscono a creare un’atmosfera solenne.

  • La moschea di Casablanca con il minareto più alto del mondo (210 m) che funge anche da faro per il porto

Proseguiamo il nostro tour nel centro cittadino con un ricco pranzo a base di melanzane, humus, olive, pesce fritto e dolcetti al miele, alcune delle prelibatezze locali. Il cibo è parte integrante di ogni esperienza all’estero ma in questo viaggio ricopre un ruolo ancora più importante perchè si sa quanto gli ospiti siano importanti nella cultura nordafricana.  La famiglia di Nadia non fa eccezione ed ha quindi previsto una cena di benvenuto.

Per sdebitarci dell’ospitalità decidiamo di comprare gli ingredienti necessari al piatto previsto per la cena, le tajine – una pietanza a base di cuscous, carne e verdure in umido tipica della cucina nordafricana. La scelta dei prodotti si rivela più stressante del previsto a causa dei vari tentativi dei venditori di attirarci alle loro bancarelle. Per fortuna che Nadia svolge il suo ruole di mediatrice alla perfezione e ci trascina via dai furbetti 🙂

Assistiamo con attenzione alla preparazione della tajine mentre beviamo tè bollente alla menta, ritenuto la bevanda dell’ospitalità. Secondo la tradizione, mangiaremo tutti insieme attorno ad un piatto comune, come si può vedere sull’immagine di copertina. La consuetudine vuole inoltre che si mangi con le mani, accuratamente lavate prima dei pasti seguendo un rituale in cui il padrone di casa passa da ogni commensale con una brocca d’acqua e una ciotola.

Che bello vivere a stretto contatto con una famiglia del posto ed impararne usi e costumi! La nostra conoscenza della cultura marocchina è solo agli inizi però, perchè continueremo la nostra full immersion visitando i parenti di Nadia che vivono nella campagna nei pressi di Ben Guerir, tra Casablanca e Marrakesh.

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