Armenia

Armenia del Nord in un giorno: monasteri di Haghpat e Sanahin, Gyumri

In possesso di tutti i documenti necessari alla circolazione sulle strade armene, ci lasciamo alle spalle Sadakhlo e proseguiamo in direzione di Jeravan sotto un cielo scuro annunciatore di pioggia. 40 km dopo raggiungiamo il complesso monastico UNESCO di Haghpat (vedasi immagine di copertina), un esempio eccezionale di architettura religiosa armena del X secolo ed il cui nome significa muro di enormi dimensioni.

Abbiamo l’eccezionale privilegio di assistare alla celebrazione di una Prima Comunione nel Surp Nishan, la chiesa più importante di Haghpat. La luce soffusa, i mormorii del sacerdote, la sacralità della chiesa e l’intensa attenzione della piccola congregazione hanno creato un’atmosfera mistica che temevamo di rompere con i nostri passi.

Dopo questa esperienza condivisa con gli abitanti del posto proseguiamo il nostro cammino in direzione del complesso monastico di Sanahin (UNESCO) situato sulle alture di Alaverdi, il principale centro amministrativo della zona a cui è collegato tramite una funivia.

Sanahin significa più vecchio di quello in riferimento ad Haghpat, con cui presenta molte somiglianze. Passeggiando attraverso le tombe, sale oscure e antichi scrittori di Sanahin ci sentiamo come trasportati indietro nel tempo e ci sembra quasi di avvertire l’odore dell’incenso, udire le preghiere dei monaci e percepire il rumore della scrittura su carta grezza. Un elemento di interesse è la presenza di khachkar, cippi funerari con croci e altri motivi (spesso floreali) scolpiti sulla superficie.

  • Gli edifici religiosi di Haghpat

Questa sensazione magica svanisce però quando mi rendo conto che è giunto il momento di avviarci verso Gyumri (circa 3,5 ore di strada) se non vogliamo correre il rischio di guidare con il buio, cosa che evito quando le infrastrutture stradali non sono conformi agli standard europei.

Nel viaggio attraverso la placida campagna armena attraversiamo paesini con obsolete tubature di gas esterne, superiamo vecchi autobus o Lada stracariche, ammiriamo maestose cime innevate e colline ondulate.

Anche se Gyumri è la seconda città più importante dell’Armenia, il primo scorcio della città non è dei più accattivanti: giganteschi complessi industriali in rovina, case popolari trasandate di stampo sovietico, terreni brulli. La città è ancora in fase di ricostruzione dopo il forte terremoto dello Spitak del 1988 che ha distrutto gran parte degli edifici e ucciso 50 000 persone.

Sotto lo sguardo fisso degli abitanti del posto, che sembrano quasi sorpresi di vedere turisti in giro per la città, passeggiamo per le strade del centro e ceniamo a base di piatti simili a quelli della cucina georgiana, che digeriamo con un bicchierino di cognac Ararat, la bevanda nazionale dell’Armenia I prezzi sono tuttavia più bassi rispetto alla Georgia, dai 1500 a 3000 DRAM per il piatto principale.

In conclusione, Gyumri – i cui luoghi di maggiore interesse sono il mercato locale (Shuka) e la chiesa dell‘Amenaprkich – non presenta nessuna attrazione di rilievo ma rappresenta un comodo punto di pernottamento in direzione della Georgia grazie alla sua posizione nei pressi del confine di Bavra.

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