Giordania

Cosa vedere a Jerash, la Pompei della Giordania

Due ore dopo l’arrivo al posto di frontiera Sheikh Hussein, riusciamo finalemente ad espletare tutte le formalità burocratiche e a formalizzare il nostro ingresso in Giordania. I primi paesaggi che vediamo sono inaspettatamente simili a quelli che abitualmente vediamo nelle nostre regioni mediterranee: colline ricoperte da fiori selvatici, olivi e pinete.

La nostra guida, Rania, ci annuncia che saremmo presti arrivati a Jerash, città che al tempo dell’impero romano faceva parte della Decapoli, un gruppo di dieci località ubicate presso la frontiera orientale, tra le attuali Giordania, Israele e Siria. Situata 51 km a nord di Amman, Jerash è soprannominata la Pompei della Giordania ed è una delle principali attrazioni turistiche del paese seppur non faccia parte (soprendentemente, direi, visto il suo eccellente stato di conservazione) del patrimonio mondiale dell’Unesco.

Dopo averci consegnato il biglietto di ingresso, Rania ci guida attraverso un souk moderno, anticamera del maestoso Arco di Adriano, costruito nel 129 AC in commemorazione della visita dell’Imperatore Adriano. Dietro all’arco si trova l’ippodromo, dove ancora oggi si può assistere a delle corse di bighe.

Più lontano, raggiungiamo il Foro, il luogo più rappresentativo di Jerash, illustrato dall’immagine di copertina. Circondato da 56 colonne ioniche, il foro collega la strada principale (Cardo Massimo) con il Tempio di Giove. Vicino al tempio si trova il Teatro Meridionale, su cui sono salito fino all‘ultimo anello per verificare l’acustica e godere delle magnifiche viste panoramiche sull’intero complesso.

  • L'ingresso del sito archeologico di Jerash

Durante la visita di Jerash, ci sentiamo come al tempo della città romana ed abbiamo quasi l’impressione di vedere i suoi abitanti (circa 15 000 nel periodo di massimo splendore) incontrarsi al foro per discutere di affari o affrettarsi lungo il Cardo Massimo dopo una dura giornata di lavoro per recarsi all’ippodromo, al teatro o ad uno dei templi. Stiamo ancora rievocando gladiatori, imperatori e altre scene di vita quotidiana dell’epoca romana quando l’incantesimo si spezza improvvisamente a causa della suoneria del telefonino di un pastore intento a seguire distrattamente il suo gregge mentre questo si prende cura della manutenzione delle erbacce intorno alle rovine…

Arrivati al Tempio di Artemide, la dea protettrice della città, ci rendiamo conto che è giunto il momento di tornare all’autobus…Come spesso accade quando viaggiamo in gruppo, abbiamo l’impressione di non aver avuto abbastanza tempo a disposizione per esplorare il sito a nostro piacimento (ci sarebbero volute almeno due ore in più rispetto all’oretta che ci abbiamo trascorso), ma questo è il programma e ci dobbiamo adeguare. La tappa successiva del nostro viaggio è Amman, la capitale della Giordania.

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