Sudafrica

Visita guidata alle township di Città del Capo

Una delle prime immagini che si hanno in fase di atterraggio all’aeroporto di Città del Capo è l’ampia distesa di case di lamiera disseminate lungo l’autostrada. Questo affollato ammasso di metallo, legno e cavi appesi, che sembra estendersi a perdita d’occhio, forma le cosiddette township: aree urbane costituite da edifici abusivi costruiti su suolo pubblico che non dispongono di servizi igienici base o accesso all’acqua potabile.

Le township nei sobborghi di Città del Capo – Langa, Khayelitsha, Nyanga, Guguletu, Mitchell’s Plain – hanno la più alta densità di popolazione dell’intera regione e un tasso di criminalità da far rabbrividire.

Decidiamo di vivere l’esperienza delle township in seguito alle visite dei musei di District Six, Robben Island e Bo-Kaap che ci hanno aperto gli occhi sul ricco e tragico patrimonio storico-culturale di Città del Capo. Prenotiamo attraverso l’hotel e l’indomani incontriamo all’aeroporto la nostra guida Thabang per una visita guidata di mezza giornata dal percorso evidenziato in calce alla pagina.

Township viste dall’autostrada

Arrivati a Khayelitsha, ci fermiamo in un piccolo negozio di generi alimentari, in cui Thabang ci mostra i prezzi dei cibi (riso, pollo, fagioli) che costituiscono la dieta degli abitanti del posto. Ci rechiamo in seguito in un bottega di artigianato, dove si vendono le creazioni artistiche tipiche di questa zona: oggetti fatti con l’alluminio delle lattine, dipinti su tela e bigiotteria.

Il dipinto su tela acquistato a Khayelitsha

L’incontro più istruttivo avviene con un monaco buddista che ci spiega la ragioni della sua conversione e il ruolo a forte propensione sociale che svolge nella comunità di Khayelitsha.

Spostandoci con il minibus di Thabang osserviamo l’attività frenetica all’interno delle township: bambini che giocano per strada, uomini che fanno compravendita di merci, donne che discutono davanti alle loro case, botteghe di lamiera con servizi di varia natura, dal barbiere al mobilio usato, dalle officine alle bancarelle di pollo grigliato (brai).

Quadretto rappresentante una township

Entriamo in seguito una specie di tenda dove siamo invitati a sederci intorno ad un barile pieno di una sostanza bianca chiamata umqombothi (birra di mais).

Questo luogo, tetro e spettrale, mi ricorda le fumerie di oppio dei corsi di letturatura inglese. Nonostante i nostri sforzi per apparire naturali, ci sentiamo piuttosto a disagio in mezzo agli altri avventori e Thabang ci porta quindi da suo cugino che vive a Gugulethu in una delle case di mattoni fatte recentemente costruire dal governo sudafricano nel tentativo di riqualificazione delle township.

Quando ce ne andiamo nel primo pomeriggio da questo gigantesco alveare, ben rappresentato dall’immagine di copertina, abbiamo la consapevolezza di aver incontrato persone che hanno arricchito la nostra esperienza di viaggio e di vita. Le township hanno molto di più da offrire rispetto alla povertà, al crimine e alle scarse condizioni igieniche di cui si parla sui giornali.

Consiglio quindi una visita alle township per rendersi conto delle forti contraddizioni presenti all’interno della società sudafricana e per vedere di persona come vivono ampi strati della popolazione locale.

Leave a Comment

Comments (2)