Islanda

Islanda on the road: 1 Giorno. Da Reykjavik a Geysir – Alla ricerca della piazzola perfetta

La nostra avventura islandese ha inizio in una fredda notte di fine settembre.

Grazie alla scelta di noleggiare il miniscamper, siamo per la prima volta liberi di decidere giornalmente l’itinerario senza dover programmare tappe ben precise. L’unico obbligo è la riconsegna del camper all’aeroporto il giorno della partenza.

All’arrivo all’autonoleggio, il camper è pronto. Il commesso ci fa vedere i comfort a nostra disposizione: sacchi a pelo, letto al posto dei sedili posteriori, stoviglie, fornellino da campeggio e il sistema di riscaldamento con il quale ci saremmo dovuti scaldare durante la notte.

Utilizzo volutamente il condizionale in quanto il commesso ha subito aggiunto che se avessimo usato il riscaldamento per tutta la notte avremmo corso il rischio di rimanere senza batteria. Questa situazione ci lascia con un grande punto interrogativo: come riscaldarci nei giorni a venire, ma non approfondiamo più di tanto la questione perchè tutto ciò che vogliamo è il letto caldo dell’ostello in cui abbiamo previsto di prendere qualche ora di sonne prima di iniziare il nostro road trip.

La prima tappa è il centro di  Reykjavik che si snoda lungo la strada principale, Laugavegur, delimitata da negozi, bar e ristoranti. L’edificio simbolo della città è la chiesa Hallgrimskirkja, la struttuta più alta di tutta l’Islanda (74,5 mt). L’altro edificio simbolo è l’Alpingishus, sede del Parlamento Islandese (Alphingi), costituito da soli 63 parlamentari!

  • Scorcio dell'Hallgrimskirkja, il luogo simbolo di Reykjavik

Visitiamo poi il Museo Fallologico, il posto più stravagante di tutta l’isola, cha fa sfoggio della collezione di peni più grande al mondo. Non ci poteva esser chiusura migliore della visita di Reykjavik, che pazzi questi islandesi!

Ci rimettiamo quindi in strada in direzione del parco nazionale Pingvellir (UNESCO) un luogo di grande importanza perchè proprio in questa valle – al confine tra le placche nord americana ed euroasiatica – si tennero le sedute dell’Alphingi sino al 1789.

Camminiamo tra campi ricoperti di muschio, pietre laviche e specchi d’acqua respirando a pieni polmoni l’aria frizzante di questo luogo che sembra essersi mantenuto immutato sin dai tempi delle ultime sedute dell’Alphingi.

Solo dopo aver cenato nei pressi di Geysir (la prima tappa dell’indomani) ci rendiamo conto di aver sottovalutato la questione di come trascorrere la notte e siamo assaliti da mille dubbi: Dove accamparci? Come fare senza bagno? Saremo al sicuro? Non patiremo il freddo?… Caspita, tutto sembrava così facile al momento della prenotazione!

Ci mettiamo quindi alla ricerca della piazzola perfetta, che poi è diventata una delle frasi cult del viaggio. Dopo vari giri a vuoto, ci accampiamo su un altopiano isolato, senza nessuna protezione naturale. Memori del commento del commesso, decidiamo di non utilizzare il sistema di riscaldamento e ci infiliamo goffamente nei sacchi e pelo: eccoci finalmente pronti per la prima notte into the wild!

Leave a Comment