Georgia

Vardzia e Akhaltsikhe, mix di religioni e luoghi di culto in Georgia

Di ritorno in Georgia dopo l’avventuroso passaggio della frontiera a Bavra, continuiamo il nostro viaggio dirigendoci verso Vardzia, la famosa città delle caverne. La strada, sterrata e piena di buche, si snoda attraverso un paesaggio di pianura non risvegliatosi ancora dall’inverno e delimitato da case sparse e specchi d’acqua. Poco dopo aver passato la cittadina di Akhalkalaki, ci troviamo di fronte ad un ponte alquanto stravagante e pittoresco, un perfetto esempio di come fare di necessità virtù, che merita una bella foto ricordo!

Vagone ferroviario usato a mo’ di ponte nei pressi di Akhalkalaki

In prossimità di Vardzia, una delle attrazioni turistiche più visitate della Georgia, notiamo un forte miglioramento del manto stradale: asfalto steso di recente, uniforme e senza buche. La strada, che costeggia il fiume Mtkvari ed attraversa valli aride e rocciose, è spesso «invasa» da bestiame, per cui ricordati di moderare la velocità e di non suonare il clacson

Cominciamo finalmente a scorgere la città delle caverne, un luogo particolarmente caro ai georgiani, poichè è stato uno dei principali bastioni della cristianità sui confini orientali. In origine una fortezza, Vardzia fu in seguito trasformata in un monastero e alcune delle grotte sono tuttora abitate da monaci. Al nostro arrivo il sito è chiuso a causa del forte vento e del conseguente rischio di caduta pietre sul sentiero. Riusciamo in seguito ad entrare, ma resistiamo solo una mezz’ora contro le forti raffiche prima di dover alzare bandiera bianca e di rinunciare a proseguire oltre: che peccato non aver visto la Chiesa dell’Assunzione ed i suoi affreschi, il cuore della città dei monaci!

Ci rimettiamo quindi in strada con un po’ di amaro in bocca in direzione di Akhaltsikhe, cittadina a soli 20 km dalla frontiera turca recentemente trasformatasi in un’interessante punto di sosta da/per Vardzia grazie al ritrovato splendore del Rabati (il castello che la sovrasta), rappresentato sull’immagine di copertina.

Akhaltsikhe, il cui nome significa castello nuovo, è sempre stata celebrata per il suo mix di etnie e religioni incarnato alla perfezione dal Rabati che al suo interno racchiude ben tre chiese (georgiana ortodossa, armena apostolica, cattolica), una sinagoga ed una moschea. Di ritorno al bed&breakfast, ci mettiamo a parlare nell’oramai consueto mix di inglese e russo con i proprietari. Entrambi di origine armena, come la maggior parte degli abitanti di Akhaltsikhe, Serghei e consorte si sono rivelati, come d’altronde la maggior parte dei georgiani incontrati durante il viaggio, premurosi, ospitali e generosi nonostante un’apparenza burbera e schiva. Dopo l’escursione in 4×4 alla Chiesa di Gergeti con il prode Badri, un altro incontro di cui ricordarsi in questo magnifico paese.

  • Panoramica sulle caverne di Vardzia

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