Islanda

Islanda on the road: 4 Giorno. Da Laugarbakki ad Akureyri – L’arrivo alla fattoria

Il nostro quarto giorno in Islanda comincia di buon’ora. Apprendiamo con piacere la notizia che Eva, l’amica di Marta che abita in Islanda da tre anni, ci può ospitare nella fattoria dove lavora.

Trascorreremo quindi la serata in ottima compagnia e passeremo la notte in un letto…uno vero, mica quello del camper! Decidiamo di festeggiare questo notizia abbandonando la tradizionale colazione alla stazione di rifornimento più vicina per sederci in caffè più carino di Blunduos. Fuori c‘è un bel sole e durante il tragitto verso Siglufjordur possiamo finalmente vedere i vividi colori del paesaggio islandese che si apre davanti a noi nei numerosi belvedere a cui ci fermiamo.

Un luogo che merita una menzione speciale in questo tragitto è la piscina di Hofsos. Progettata dallo stesso architetto della Blue Lagoon, la piscina si affaccia sul fiordo sottostante come se fosse un balcone, vedasi immagine di copertina. Le sue acqua, riscaldate dall’energia geotermale, ti terranno riscaldato qualsiasi tempo faccia fuori 🙂 . Dopo aver contemplato il magnifico panorama, riprendiamo il viaggio e arrivamo alla nostra prima destinazione in tempo per il pranzo.

  • Paesaggio costiero in direzione di Siglufjordur

Siglufjordur è un paese di pescatori che si sviluppò negli anni ’40 e ’50 intorno all’industria dell’aringa, adesso caduta completamente in disgrazia. Per chi ne vuole saperne di più, Siglufjordur dispone di un interessante museo etnografico che racconta la vita nel paese nel periodo d’oro di questa attività e che mostra come questa industria abbia avuto una fortissima influenza sul destino della cittadina.

Il declino della pesca all’aringa è stato infatti la causa di un forte calo della popolazione di Siglufjordur che il governo ha cercato di arginare costruendo un tunnel che la collega con Olafsfjordur, rendendo così l’area più accessibile. Un’altra curiosità relativa a Siglufjordur è che sino al 1940, anno in cui l’unica strada di accesso al paese fu resa praticabile per le auto, poteva essere raggiunto solo per via marittima o aerea.

Dopo pranzo ci dirigiamo ad Akureyri, la seconda città più grande dell’Islanda dopo la capitale. Vedere auto e persone ci fa uno strano effetto dopo aver passato gli ultimi giorni in campagna. L’edificio di maggior rilievo è l‘Akureyrarkirkja progettata da Gudjon Samuelsson, l’architetto della Hallgrimskirkja di Reykiavik considerato il creatore del cosiddetto stile nazionale islandese ispirato dalla geologia locale. Passeggiando lungo il centro di Akureyri delimitato da edifici di legno variopinti sembra di essere in una Reykjavik in miniatura.

È ora di andare adesso: Eva ci ha dato appuntamento ad un incrocio sulla Road 1 a 30 km da Akureyri. Entrambi emozionati, seguiamo le indicazioni di Eva fino a che vediamo una vecchia macchina bianca ferma sul ciglio della strada. Accostiamo ed Eva spalanca la portiera per correre ad abbracciare Marta. Entrambe salgono sulla macchina di Eva e non mi resta che seguirle su una strada sterrata che ci condurrà alla fattorial’inizio della nostra prossima avventura….