Islanda

Islanda on the road: 5 giorno. Cambiamento di programma, un’altra notte alla fattoria!

Quando scendiamo per la colazione, la domanda sulla bocca di Eva and Kahli è l’origine del rumore sordo udito durante la notte.

Dopo un attimo di indecisione, confesso di essere il colpevole: il tonfo è stato causato da una goffa caduta da letto…dapprima increduli, Eva e Kahli scoppiano in seguito a ridere, una risata che subito contagia anche noi, facendomi superare l’iniziale imbarazzo 🙂

Mentre i padroni di casa cominciano la loro giornata lavorativa, io e Marta facciamo una passeggiata nella valle circostante la fattoria cercando di imprimere nella nostra memoria gli odori ed il paesaggio prima della partenza per il prosieguo del road trip, fissata per dopo pranzo.

Quando rientriamo, percepiamo un invitante profumo di cucina e siamo sorpresi di vedere Kahli ed Eva ai fornelli intenti a preparare il pranzo. Il menu prevede pesce e verdure bollite annaffiate da Malt Extract, una bibita analcolica simile alla birra con un retrogusto di liquirizia. Proviamo inoltre altre due specialità della tradizione culinaria islandese, l’hardfiskur (striscioline di merluzzo essiccate da mangiare con pane e burro) e lo Skyr, uno yoghurt dalla consistenza cremosa.

  • Kahli ed Eva ai fornelli

Finito di pranzare, ringraziamo Kahli per l’ospitalità e notiamo che il nostro amico nordico ha cominciato a sciogliersi ed è visibilemente triste di vederci partire così presto. Eva decide invece di accompagnarci alle cascate di Godafoss, situate ad una decina di km dalla fattoria. Il tempo non promette bene però: nuvoloni neri si addensano minacciosi e una pioggerellina fina comincia a cadere.

Tristi di abbandonare nuove e vecchie conoscenze, ci mettiamo comunque in strada in direzione del punto in cui il fiume Skjalfandafljot  si getta da un’altezza di 12 metri su una larghezza di 30 metri, formando così Godafoss, considerate tra le più belle cascate in Islanda. La leggenda racconta che nell’anno 1000, di ritorno dall’Alphingi dopo aver fatto del Cristianesimo la religione dell’Islanda, Porgeir (che ai giorni nostri avremmo definito il Primo Ministro) gettò qui tutte le statue degli dei nordici, evento da cui deriva il nome attuale di Godafoss, le cascate degli dei.

Di turisti se ne vedono pochi, solo i più intrepidi osano sfidare la pioggia per qualche rapida fotografia prima di rimettersi in marcia. Anche noi siamo indecisi sul da farsi…dove andare e dove accamparsi con questo tempo? Eva decide quindi di giocare il suo asso nella manica: perchè non trascorrete un’altra notte in fattoria? Accettiamo senza esitare…invece di scervellarsi, la soluzione era a portata di mano 🙂

La libertà fornitaci dal minicamper si conferma ancora una volta un vantaggio non indifferente per un paese come l’Islanda dove le mutevoli condizioni metereologiche possono influenzare notevolmente l’itinerario.

Risaliamo in macchina e facciamo rotta sulla fattoria. Quando Kahli si accorge che siamo di ritorno, la felicità che transpare in lui è evidente. Fiducioso dopo il successo della cena di ieri, mi rimetto ai fornelli, pasta ai frutti di mare stasera!

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