Islanda

L’Islanda in tavola: introduzione

A causa delle difficili condizioni climatiche dell’isola gli islandesi hanno da sempre basato la loro dieta su prodotti di origine animale (pesce, agnello, uccelli acquatici, latticini) e su ortaggi semplici come patate, rape, carote e cavolo.

La tradizione vuole che ogni singola parte di provenienza animale venga consumata fresca o essiccata, salata o affumicata, in salamoia o persino dopo macerazione sotto terra, come nel caso del famoso hakarl, la carne di squalo groenlandese che subisce questo processo per sei mesi prima di diventare commestibile.

Durante il viaggio in Islanda avrai un’esperienza di prima mano di queste tecniche di conservazione ancestrale quando vedrai pesci appesi ad essicare come sull’immagine di copertina. Il pesce così essiccato viene poi tagliato a striscioline per diventare hardfiskur, uno degli snack più popolari dell’isola, di solito consumato con pane e burro.

Pranzo nella cittadina di Stokkseyri: merluzzo impanato e insalata

Altre prelibatezze includono la renna (soprattutto sulla costa orientale), la pulcinella di mare (sempre più rara sui menu a causa di una drastica riduzione della sua popolazione) e il puledro.

Frutta e verdure sono di solito importate e vendute a dei prezzi piuttosto elevati. Gli islandesi hanno tuttavia cominciato a coltivare in serre alimentate da energia geotermale pomodori, peperoni e persino banane. Questo tipo di produzione rimane però su scala locale e non può di certo bastare alle esigenze dell’intero paese.

Tra le bevande da assolutamente provare, può sembrar strano includere l’acqua del rubinetto, ma quella islandese è la più pura che abbia mai bevuto. Il kaffi (caffè americano) è la bevanda di cui gli islandesi non possono fare a meno. Nelle stazioni di rifornimento si può riempire la propria tazza a piacimento, cosa di cui avevamo estremamente bisogno dopo ogni notte nel mini camper!

Gli islandesi hanno inoltre il tasso pro capite di consumo di Coca Cola più alto al mondo. Un’altra bevanda analcolica particolarmente diffusa è il Malt Extract, simile alla birra ma con un retrogusto di liquirizia, che abbiamo provato durante il soggiorno in fattoria.

Per ragioni budgetarie, abbiamo privilegiato soluzioni alternative al ristorante, ad esempio tavole calde – chiamate grill e di solito situate accanto alle principali stazioni di rifornimento – fast-food oppure facevamo la spesa al supermercato.

Tieni inoltre presente che al di fuori di Reykjavik e Akureyri non ci sono molte opzioni a livello di luoghi di ristoro.

Per quanto riguarda i dessert, lo Skyr – uno yogurt dalla consistenza cremosa e dall’elevato contenuto proteico, spesso commercializzato al gusto di fragola o mirtillo – la fa da padrone e lo troverai dappertutto, sia al supermercato che al ristorante.

Lo Skyr in versione vulcanica assaggiato in un ristorante di Hofn: frutti di bosco, zucchero di canna, carbone commestibile e vaniglia

Fascia di prezzo per persona

-Colazione in stazione di rifornimento: kaffi con pastina o biscotti circa 1000 ISK

-Piatto principale in un ristorante: da 2000 a 5000 ISK

-Piatto principale al grill o fast-food: fino ad un massimo di 2000 ISK

In attesa di un fish and chips nei pressi delle cascate di Skogafoss

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